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Sulla Costa dei Saraceni, otto torri e una cinta muraria che la cingono: ecco la cittadella fortificata bizantina di Cariati

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Eccoci pronti per il primo appuntamento alla scoperta delle meraviglie del patrimonio artistico, storico, culturale, naturalistico e gastronomico della Calabria del Nord-est. Da oggi e per tutta l’estate, ogni domenica, vi racconteremo i Marcatori Identitari Distintivi presenti sul nostro territorio.

Oggi vi porteremo nella Cittadella fortificata bizantina di Cariati.

Cariati è una splendida città scrigno di arte e storia, posta su un colle che si specchia nel mar Jonio, lungo quel tratto di costa denominato "Costa dei Saraceni”. Una zona costiera tra le più selvagge dell’intera regione, in cui si alternano promontori e golfi, aree ricche di vegetazione mediterranea e ampie pinete. Tutta il litorale è ricco di reperti storici della civiltà magno-greca e di numerose testimonianze medievali e bizantine. Il caratteristico centro storico, dalle tortuose stradine, conserva ancora oggi l'aspetto di una fortificazione medievale, con una cinta muraria intatta, composta da otto torri affacciate sul mare che rendono Cariati unica nel suo genere in Calabria e nel meridione.

La cinta muraria di Cariati è l’architettura militare medievale meglio conservata della Calabria, l’unica integra di questo genere. Il rarissimo monumento lo si deve ai Ruffo ed ai Marzano. Le fecero edificare nella seconda metà del ‘400 su pre-esistenti fortificazioni bizantine, volute per proteggere il borgo dall’Imperatore Niceforo Foca tra il 963 e il 969. Ignoto l’architetto, è stata realizzata secondo il modello delle muraglie bastionate eseguito nel XV secolo dagli architetti militari aragonesi. Si caratterizza, dicevamo, per otto torrioni, di forma semicircolare e poligonali, che inframmezzano le mura dando a Cariati l’aspetto di borgo turrito medievale. Da una di queste torri, da quella del Pilè o dell’Annunziata, si affacciò il 21 maggio del 1930 Maurits Cornelis Escher e incantato dal paesaggio che si godeva da lassù volle incidere una istantanea. Il borgo è stato indicato dal più importante cartografo ottomano Piri Re’is, ammiraglio alla corte del sultano Solimano il Magnifico, nelle carte nautiche italiane realizzate tra XIII e il XVI secolo che diedero il loro contributo alla nascita della moderna geografia del Mediterraneo. Si trova nella tavola che riprende la costa orientale della Calabria nei dintorni di Rossano*.

Cariati offre un centro storico molto ben conservato. Attraversando il Ponte, dove una volta c’era il ponte levatoio, si può godere di un incantevole panorama sul centro abitato sottostante, avendo come sfondo la macchia blu del mare. Un altro angolo da non perdere è la balconata della Spezieria, che prende il nome dal vicino torrione, alla quale si accede mediante una salita chiamata dagli abitanti del paese u lavinari ir’ a vadd Via XX Settembre è il corso principale di Cariati, che una volta si chiamava via Duomo perché vi si trova la Cattedrale di San Michele Arcangelo, un raro esempio di chiesa neoclassica con il campanile seicentesco. Affiancato alla Cattedrale si trova il seicentesco palazzo vescovile, la cui costruzione, iniziata dal Vescovo Gonzaga nel 1649, venne ultimata dal vescovo Gerolamo Barzellino. Sempre sullo stesso corso sono situate altre chiesette dello stesso periodo. Prima di uscire dal borgo, sul corso principale si può ammirare il palazzo del Seminario, istituito dal vescovo Gonzaga nella prima metà del Seicento. Questo maestoso edificio presenta sulla facciata lo stemma della famiglia mantovana ed è situato su uno degli otto torrioni. Da Porta Pia si esce dal centro e fuori dalla cinta muraria e si trova subito il monumento nazionale di Cariati: la chiesa dei Minori Osservanti o di Santa Filomena, risalente al secolo XV e edificata in stile tardo gotico. La chiesa faceva parte del complesso appartenente ai frati francescani dell’ordine dei Minori Osservanti. Oggi tra le mura del vecchio convento si trova il cimitero comunale. La Tomba Bretia, sita su una collina a ridosso del mare in località Salto, è costituita da una tomba a "camera sotterranea"**.


Fonti:

* Proposta ufficiale di Mappatura dei Marcatori Identitari della Calabria depositata alla Regione Calabria

** calabriastraordinaria.it

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.