11 ore fa:Co-Ro, raccolta firme per chiedere il conferimento della Cittadinanza Onoraria a Gianni Novello
10 ore fa:Terremoto in Calabria, scossa di magnitudo 3.8 avvertita anche a Corigliano-Rossano
10 ore fa:Carabinieri feriti a Co-Ro, Noè: «Lo Stato spesso pretende sicurezza ma non garantisce tutela»
9 ore fa:«La copia della cartella clinica deve essere gratuita, lo dice l'Europa. In Calabria norma disattesa»
8 ore fa:Calabria nord-est, SS106 Sibari-Coserie in stallo: perché l’iter non si chiude
9 ore fa:Da Oriolo arriva una presa di posizione sul ritorno delle Province elettive
13 ore fa:Co-Ro e rottamazione Quinquies dei tributi: l'Associazione commercianti chiede l’adesione del Comune
11 ore fa:Sila, caccia illegale a cervi e caprioli: intervento della Polizia Provinciale
12 ore fa:Agricoltura: tutela del prezzo dell'olio e attuazione del Piano Olivicolo Regionale
12 ore fa:Anas-Webuild, abbattuto il secondo diaframma della Galleria Trebisacce, avanza il Terzo Megalotto

«Pronto a buttarmi nelle ciminiere». Appello shock di un lavoratore - ASCOLTA AUDIO

Agrippino e Pontelli sono intenzionati ad andare a oltranza nella loro protesta disperata. Da stamani sono sulle ciminiere della centrale Enel «Se non avrò certezza sul mio futuro lavorativo sono pronto a buttarmi all'interno di uno dei camini della centrale. Tanto non ho nulla da perdere. Se non riesco a portare da mangiare ai miei figli con il lavoro vuol dire che lo farò diversamente ». Sono le parole disperate di Davide Agrippino, uno dei due lavoratori dell'indotto Enel che da stamattina è asserragliato, insieme all'altro compagno Carmine Pontelli, sul piano più alto del grande camino della centrale turbogas di contrada Sant'Irene-Cutura. A circa 110 metri d'altezza (leggi anche Senza lavoro: due operai si barricano sulle ciminiere della centrale turbogas). Sarebbero pronti a morire pur di riottenere un loro diritto acquisito. Sicuramente sono intenzionati ad andare a oltranza nella loro protesta. Sul posto sono arrivati i rappresentanti sindacali con l'intento, innanzitutto, di far desistere gli operai dalla loro estrema protesta e poi per intelaiare, qualora ve ne fosse la possibilità, una contrattazione con Enel e con la società dell'indotto che si sta occupando della scoibentazione del vecchio impianto termoelettrico. Sono ore cruciali, cariche di apprensione per la sorte dei due operai. Sul posto anche gli agenti della Polizia di stato del commissariato di Corigliano-Rossano, i volontari della Misericordia e i vigili del fuoco del distretto di Corigliano-Rossano che hanno perimetrato l'area. Si attende a momenti anche l'arrivo dei dirigenti di Enel. mar.lef.