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Depurazione Corigliano-Rossano: nessuna falla sulla condotta sottomarina di Sant'Angelo

CORIGLIANO-ROSSANO - Rimane ancora avvolta dal mistero l'entità della chiazza nera rinvenuta in mare a metà novembre, proprio nello specchio d'acqua antistante il depuratore di località Sant'Angelo, nell'area urbana di Rossano.

Una foto, fatta da un drone a circa 100 metri d'altezza evidenziava la presenza di un alone molto scuro in mare. All'inizio si era pensato che fosse esplosa la nuova condotta sottomarina per lo scarico delle acque depurate dall'impianto allocato a due passi dal Fondaco rossanese. La stessa che, ricordiamo, è stata interamente ricostruita durante l'estate scorsa ad opera di una società edile specializzata del territorio (la ditta Antonio Pranteda).

Nonostante, però, la chiazza nera in mare avrebbe dovuto far pensare ad un problema ben più serio rispetto alla "semplice" rottura della condotta - atteso che in quei tubi dovrebbe scorrere acqua depurata al cento per cento - l'Amministrazione comunale ha inteso comunque procedere all'ispezione dell'opera idraulica. La quale, ricordiamo, è posata e ancorata per oltre 100 metri di lunghezza sul fondo dello Jonio, raggiungendo la profondità di sfiato di 52 metri.

Richiesta che è stata subito assolta dalla ditta Pranteda che, in poco meno di 24 ore, ha organizzato l'ispezione incaricando i tecnici nell'espletamento di tutte le verifiche del caso

L'esito delle verifiche subacquee

Il 20 novembre, quindi, il team subacqueo della Sub Service Sapri srls, su incarico della ditta esecutrice dei lavori di messa in opera della condotta sottomarina, effettuava un'attenta analisi del tracciato. Al momento dell'ispezione erano presenti, tra gli altri, anche funzionari e dirigenti del Comune di Corigliano-Rossano ed il direttore tecnico dell'opera.

Una lunga verifica che, così come si evince dal verbale di accertamento sopralluogo, ha portato ad esito negativo: «Non si rilevano anomalie - è scritto nel verbale - né danneggiamenti sulla condotta». 

L'ispezione è stata effettuata fino allo sbocco del tubo anche se i rilevamenti video/fotografici effettuati (che siamo riusciti ad avere in forma esclusiva) sono visibili fino ad una profondità di 30,4 metri. E questo perché - hanno spiegato i sub - «oltre quella profondità l'acqua era torbida e scura e non ha consentito rilievi visivi». Sta di fatto, però, che più dei tre quarti della tubazione sono stati puntualmente fotografati e non hanno messo in evidenza alcuna anomalia.

Il mistero di quella foto dall'alto

L'ispezione, però, è avvenuta anche lungo lo specchio d'acqua. «Nel corso del tragitto sull'imbarcazione - si legge ancora nel verbale - non è stato rilevato sulla superficie dell'acqua alcun tipo di macchie e/o segni che potessero far pensare, per quanto possibile, ad eventuali malfunzionamenti della condotta».

Insomma, nessuno ad oggi si spiega cosa abbia potuto provocare quella chiazza nera in mare: se uno sfiato non depurato del collettore (ma in questo caso anche se la condotta sottomarina fosse stata danneggiata sarebbe stato il male minore), se una differente temperatura delle acque, oppure - come sostiene qualcuno - una montatura da Photoshop.

Certo è che quella misteriosa chiazza nera ha mandato in allarme un'intera città.