7 ore fa:Corigliano da impazzire: rimonta epica e tris di Buongiorno
13 ore fa:Verso Bosnia-Italia: Gattuso e il racconto del padre: «Rino è passione vera»
17 ore fa:La magia di una nascita in casa negli anni ’50
Ieri:Cassano e il bando sulle spiagge: scontro politico tra accuse e replica del sindaco
Ieri:Calopezzati, Amodeo commissario di Noi Moderati: Fratelli d’Italia rilancia l’unità del centrodestra
7 ore fa:Playoff Serie C: Pallavolo Rossano Asd travolge Siderno e vola ai quarti
14 ore fa:Energia e crisi globale: ecco perché le comunità energetiche diventano strategiche
11 ore fa:La festività delle Palme a Rossano: 1462-2026
12 ore fa:Sanità nel caos, si dimette Bernardi: il caso Punto nascita di Co-Ro travolge l’Asp di Cosenza
9 ore fa:Stasi: «L’unico commissariamento utile è quello della Giunta regionale»

La notte dello Zjarr, il grande fuoco di Vaccarizzo: un'ancora nel passato

1 minuti di lettura

VACCARIZZO ALBANESE – Mezzanotte e qualche minuto, lo Zjarr, il fuoco della rinascita a Vaccarizzo Albanese, ha preso vita nel centro della piazza principale, lingue di fuoco altissime, gli abitanti tutti intorno alle fiamme, distanti quel tanto necessario dal calore che si sente, anche ad un paio di metri di distanza.

La messa nella chiesa di rito greco-bizantino Santa Maria di Costantinopoli è appena iniziata, i canti in greco inneggiano al Cristhos anèsti, Cristo è risorto. L’eco della gioiosa melodia risuona tra le mura dipinte di azzurro, rosso e dorato, zot Elia celebra l’Annunciazione della Resurrezione.

Ma non è finita qui, Corradino Corrado ci accompagna nel percorso che i fedeli fanno quando mettono in atto il rito dell’Acqua muta: si riempiono la bocca di acqua alla Fontana vecchia e di corsa, per non soffocare, vanno al cospetto del grande fuoco per “sputarla” dentro, ora sono purificati, liberati dal vecchio, in definitiva, sono rinati.

Nel giro di mezzora, sentiamo i canti in greco per i vicoli del borgo, li seguiamo e ci ritroviamo davanti alla canonica, la casa di zot Elia. Qui gli abitanti in coro, intonano il secolare canto greco della rinascita. Il padre esce fuori e li accoglie con taralli, dolci e vino: «Si inneggia alla Cristo risorto – ci spiega Giuseppe Ferraro che fa parte anche lui di questo coro – è un modo per ringraziare lo zot per la celebrazione dell’annunciazione di Gesù e lui in cambio, ci offre da mangiare e da bere. Per tutti noi è un momento di festa».

Vaccarizzo si rivela un centro vitale, dove gli abitanti vivono le tradizioni in modo intenso, ogni vicolo ci incanta, tra melodie greche o dai giovani che per via dell’acqua muta, corrono verso il fuoco.

Avevamo scritto del sabato santo e del fuoco sacro della tradizione (leggi qui), ma ci siamo resi conto che viverlo, è ancora più significativo.  

Francesca Sapia
Autore: Francesca Sapia

Ha due lauree: una in Scienze politiche e relazioni internazionali, l'altra in Intelligence e analisi del rischio. Una persona poliedrica e dall'animo artistico. Ha curato le rassegne di arti e cultura per diversi Comuni e ancora oggi è promotrice di tanti eventi di arti visive