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Sibaritide, povere tre famiglie su dieci. E la spesa è una gincana tra i supermercati

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CORIGLIANO - ROSSANO – Francesco per fare la spesa fa il giro delle sette chiese, nel senso che alcune cose le acquista in un supermercato, altre in un altro e i detersivi in un altro negozio ancora. «Faccio così perché ci sono cose che convengono da una parte mentre è meglio prendere alcuni prodotti da un’altra. Conosco i prezzi delle cose che compro a memoria e per ognuna vado dove è più conveniente». E non è l’unico a fare la gincana tra i vari supermercati. Il famoso carrello tricolore nel nostro territorio non ha attecchito poi così tanto, gli aumenti sono evidenti mentre lo stipendio – per i fortunati che possono contare su un mensile regolare – è sempre quello.

E così, anche quest’anno, tirando le somme la situazione è sempre quella: nella Sibaritide la povertà assoluta tocca livelli impressionanti. Sono i dati del 2022, come sempre fa l’Istat che, a ragion di logica, fa la stima sull’anno precedente dal momento che può elaborare i numeri di tutti e dodici mesi. Ma stavolta abbiamo saputo fare di più. Doppio record, la Sibaritide più misera di sempre: tre famiglie su dieci si trovano in una situazione di povertà relativa incrementando questo dato negativo del 10%. Gli stipendi vengono letteralmente bruciati dall’inflazione, dall’impennata delle bollette dove, ad un’attenta lettura, sono più le tasse e le spese accessorie del consumo vero e proprio e polverizzate dal caro prezzi che colpisce, stratagemmi governativi a parte, anche i beni di prima necessità. Il venir meno del reddito di cittadinanza è stato poi il colpo di grazia.

A patire di più gli aumenti sono ovviamente i nuclei con figli e coloro che vivono in affitto. Sta meglio invece chi ha un anziano in casa generando il paradosso dei paradossi. È la persona più avanti con l’età che traina e aiuta la famiglia grazie alla pensione. Un meccanismo al contrario dove i giovani “si aggrappano” agli anziani, un quadro dove non c’è spazio per il futuro e una economia che prova ad andare avanti con quello che si è prodotto in passato e che, inevitabilmente, è destinato a finire.

E oltre a tagliare su prodotti da tavola di costo maggiore, non solo carne e pesce ma anche frutta e verdura privando l’organismo di tutti quei nutrienti fondamentali per l’equilibrio e il sistema immunitario, nel nostro territorio si taglia sulla salute. In tanti hanno rinunciato al proprio sorriso ma, per dirla al livello medico, alla salute della propria bocca. Trascurare i denti si sa, a lungo andare, può generare problemi ben più gravi. I nostri salari sono tra i più bassi d’Italia così come il tasso di occupazione. In questa parabola discendente la fuga di giovani in cerca di un futuro migliore è il minimo che ci si possa aspettare.

 

Valentina Beli
Autore: Valentina Beli

“Fare il giornalista è sempre meglio che lavorare” diceva con ironia Luigi Barzini. E in effetti aveva ragione. Per chi fa questo mestiere il giornalismo non è un lavoro: è un’esigenza, una passione. Giornalista professionista dal 2011, ho avuto l’opportunità di scrivere per diversi quotidiani e di misurarmi con uno strumento affascinante come la radio. Ora si è presentata l’occasione di raccontare le cronache e le storie di un territorio che da qualche anno mi ha accolta facendomi sentire come a casa. Ed io sono entusiasta di poterlo fare