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Verba Volant - Le lezioni migliori arrivano dai più piccoli e dallo sport

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I grandi narratori del novecento ci hanno lasciato una verità scritta tra le righe, ma comunque evidente: nello sport si nasconde il ritratto della società, l'istinto e le ambizioni degli uomini, le gerarchie dei valori morali e lo sport è un linguaggio universale capace di essere compreso a qualsiasi latitudinee longitudine del mondo. 

Prendete David Foster Wallace che parla del tennis come un'esperienza religiosa, o che racconta Federer come Mozart e i Metallica allo stesso tempo, o ancora di Sapras dice "non è esattamente un pallettaro, appare quasi fragile, cerebrale, un poeta, saggio e triste allo stesso tempo, stanco come solo le democrazie sanno esserlo."

Prendete Il vecchio e il mare e scoprirete che il baseball, la pesca, l'America, hanno la capacità di vivere under pressure e di apprezzare la forza della performance, per la fugacità del momento e ancor di più per la possibilità di fallire.

E potrei continuare, ricordando Gianni Mura che raccontava i tour usando i piatti delle trattorie, i vigneti e i colori delle uve, l'odore dei fiori. Usava lo sport come un pennello per dipingere il mondo che le persone non potevano vedere dalle loro poltrone. 

Galeano e Soriano, che parlavano di calcio con semplicità e cuore, ma con il rispetto che si porta alla filosofia. Raccontavano i calciatori con il fascino e la profondità con cui in università si parla di Kant e di Socrates. 

Così dentro la parola sportività, io leggo qualcosa di diverso dal classico fair play: sportività è quel modo di muoversi dentro al campo, da gioco o della vita; quel senso di rispetto verso il Gioco; l'idea di onorare i gesti con il senso morale, con il rispetto dell'altro uomo, che come te ha fatto sacrifici per arrivare fino alla possibilità della dimostrazione; la capacità di godere delle sconfitte come momento di crescita, o di onorare le vittorie senza superare il limite della strafottenza. 

Dentro la sportività c'è tutto questo. Ci sono i cardini del mondo moderno. C'è l'ingranaggio della civiltà. 

Così oggi tocca ad Edoardo Ferrari, atleta di dieci anni di kickboxing, ricordarci in che mondo vogliamo vivere. Edoardo riceve la medaglia d'oro ai Campionati Italiani, a tavolino per assenza dell'avversario. Quando il giovane sfidante però si presenta, Edoardo restituisce la medaglia per poter combattere con il suo avversario, che ha raggiunto in ritardo la sede della sfida per problemi di viabilità. 

Edoardo ha scelto il viaggio anzichè la destinazione, la sfida e non il premio, il momento della filosofia e non l'attestato. 

Ps: alla fine ha vinto lui, riprendendosi l'oro che aveva restituito, ma questa volta con molta più soddisfazione. 

Andrea Costantino Levote
Autore: Andrea Costantino Levote

Andrea Costantino Levote nasce come giornalista sportivo. Frequenta il corso di Reporting alla Scuola Holden, ma si imbuca anche alle lezioni di Cinema e di digital marketing. Vince il Premio Phoebe di Scuola Holden con il teaser Democracia. Racconta i ritratti dei giornalisti sportivi che lo hanno ispirato nel podcast "I Cantastorie", all'interno del programma Eutropia su Spotify. Diventa CEO di Jugaad Produzioni e con il cortometraggio FAME vince diversi premi internazionali, oltre a una menzione speciale al festival Ermanno Olmi. Oggi è CEO e founder di DIEZ- CREATIVE AGENCY, agenzia di comunicazione con la quale racconta il talento, occupandosi del digital marketing di start-up e di imprese.