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Finché potrò vedere la luce

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Quando l'ultimo bicchiere del primo giro viene versato, tutto è pronto ad iniziare: siamo al The Kick, l'ospite della serata è Valerio Manisi, autore pugliese che presenta la sua ultima fatica letteraria "Finchè vedrò la luce", chiacchierando con Carmen Zangaro, rappresentante di Terra e Popolo, associazione che organizza l'evento. 

Manisi, già autore di diverse opere teatrali, poetiche, musicali e cinematografiche, parte da tre inchieste del giornalista Leonardo Palmisano (Ghetto Italia, Mafia Caporale, Ascia Nera) per raccontare la storia di migrazione e sofferenza della sua opera. 

Una storia inventata dalla sofferenza reale.

All'urgenza narrativa si aggiunge la volontà di trasmettere disagio, sofferenza, difficoltà; nelle intenzioni di chi scrive infatti esiste la volontà di creare empatia tra i protagonisi della storia e i lettori, anche attraverso sensazioni dure e difficili, che potrebbero risultare spiazzanti. 

La bussola all'interno dell'opera è proprio la luce, di una candela, dalla fiamma viva ma traballante come la speranza, o come la vita se ci affidiamo alla poesia di Konstantinos Kavafis, in cui:

Stanno i giorni futuri innanzi a noi
come una fila di candele accese,
dorate, calde e vivide.
Restano indietro i giorni del passato,
penosa riga di candele spente:
le più vicine danno fumo ancora,
fredde, disfatte, e storte.

Nella ricerca della luce, della speranze e delle candele, si aprono discorsi sul futuro, che si allontanano dal libro per abbracciare il presente e il dibattito si accende sui temi della migrazione, della politica e della partecipazione giovanile alla vita politica. 

L'evento si trasforma quasi in un'assemblea, dove si incontrano voci e sguardi, futuri e passati, idee e visioni. Questa, forse, era la vera speranza di chi organizzava l'evento, ma anche dell'autore, che nel tema scelto ha individuato un protagonista collettivo (il nostro presente) in cui tutti noi possiamo ritrovarci. 

Andrea Costantino Levote
Autore: Andrea Costantino Levote

Andrea Costantino Levote nasce come giornalista sportivo. Frequenta il corso di Reporting alla Scuola Holden, ma si imbuca anche alle lezioni di Cinema e di digital marketing. Vince il Premio Phoebe di Scuola Holden con il teaser Democracia. Racconta i ritratti dei giornalisti sportivi che lo hanno ispirato nel podcast "I Cantastorie", all'interno del programma Eutropia su Spotify. Diventa CEO di Jugaad Produzioni e con il cortometraggio FAME vince diversi premi internazionali, oltre a una menzione speciale al festival Ermanno Olmi. Oggi è CEO e founder di DIEZ- CREATIVE AGENCY, agenzia di comunicazione con la quale racconta il talento, occupandosi del digital marketing di start-up e di imprese.