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Caciocavallo silano Dop sul Pollino? Perché il punto non è il disciplinare ma l'indicazione fuorviante

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CORIGLIANO-ROSSANO - Oggi torniamo a parlare dello "strafalcione" che abbiamo segnalato pochi giorni fa e che ha tanto animato il dibattito (sempre pacato) del web (leggi qui l’articolo). Speravamo non fosse necessario spiegare le motivazioni, se non altro perché ciò avrebbe significato sottovalutare l’attenzione dei lettori, ma evidentemente alcune precisazioni sono doverose.

La notizia riguarda il cartellone di promozione turistica di colore marrone posto lungo l'A2 all'altezza di Campotenese che riporta l’indicazione naturalistica del "Parco nazionale del Pollino" e, subito dopo, come peculiarità gastronomica il “Caciocavallo silano D.o.p”.

Un accostamento un po' forzato, che molti hanno trovato inappropriato mentre altri perfettamente in linea con il disciplinare che regolamenta la produzione del prodotto caseario silano.

È bene precisare però che anche se il Disciplinare del Caciocavallo silano D.o.p. prevede che la produzione possa avvenire in altre zone del sud, ciò non significa che l’indicazione riportata sia corretta.

La cartellonistica, progettata da Anas in collaborazione con l’Assessorato ai Lavori Pubblici della Regione Calabria, è volta alla promozione dei luoghi, delle tradizioni e della cultura delle aree circostanti.

È evidente, quindi, che l'inesattezza del cartellone è stata segnalata perché quel tipo di cartellonistica è turistica (e non indicativa delle produzioni) ed è fuorviante, ai fini turistici, riportare l'indicazione di un prodotto non tipico del luogo, al di là del disciplinare.

Probabilmente, anzi sicuramente, lo stesso cartellone ad Isernia sarebbe risultato fuori luogo, eppure il disciplinare prevede che lo si possa produrre anche in Molise! Perciò, l'impeto di quanti gridano alla disinformazione potrebbe tranquillamente essere messo da parte poiché il punto non è il disciplinare e le zone di produzione ma l'opportunità di un accostamento potenzialmente ingannevole rispetto all'origine di un dato prodotto e alla funzione promozionale dei cartelli che lo presentano.

Se lo scopo di tali campagne è studiare strategie di promozione territoriale non si possono confondere così i modelli e le strategie di comunicazione.

A darcene conferma è anche Lenin Montesanto, program manager della Cabina di Regia messa a punto dalla Regione per il progetto di mappatura dei Mid (Marcatori identitari distintivi): «È stato commesso un errore. Campagne di promozione territoriale come questa – afferma - risultano fallimentari sotto molti aspetti. Innanzitutto è stato riempito il tratto autostradale di indicazioni troppo generiche, che nulla hanno a che vedere con il modello dei Mid, che invece punta all’identificazione dei marcatori specifici dei luoghi. In più il meccanismo narrativo impiegato è superato, non ha presa. Uno sperpero di denaro per una campagna promozionale deludente, che ha per giunta mancato di segnalare cose ancora più importanti lungo il percorso».

«Solo la Calabria oicofobica - aggiunge Montesanto riferendosi alla assurdità di un disciplinare, per un prodotto così distintivo, autorizzato anche in altre regioni - ha potuto del resto accettare di svendere ad altri la titolarità di un attrattore identitario così noto come il caciocavallo Silano. In più nel Pollino, dove è stato commesso lo svarione, potevano essere indicati prodotti come la Cipolla Bianca di Castrovillari, il Tartufo del Pollino, il Moscato Passito al governo di Saracena, il Fagiolo poverello del Pollino e la Lenticchia di Mormanno, solo per citarne alcuni».

Insomma, una campagna poco coerente anche nel suo insieme che speriamo venga presto ripensata e studiata secondo modelli di promozione più efficaci.

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.