19 ore fa:Cassano, la sicurezza stradale si impara sul campo: studenti protagonisti tra lezioni e dimostrazioni
3 ore fa:Non è un gioco, è azzardo: a Corigliano-Rossano l’incontro con Stefano Vaccari
3 minuti fa:Giallo a Spaccanapoli: quel vicolo segreto che parla di San Nicola e… Nilo
17 ore fa:A Cassano la solidarietà passa dalla cura: nasce l'emporio solidale “Mama Africa”
1 ora fa:Trebisacce, la Croce Rossa porta l'ascolto in piazza: buona la prima per lo Sportello Sociale Itinerante
18 ore fa:Trebisacce cammina per la prevenzione: raccolti 1.567 euro per Komen Italia
20 ore fa:Mirto Crosia, la prevenzione arriva in piazza: dopo i controlli gratuiti, due giornate dedicate al cuore
19 ore fa:Autovelox, il Tribunale di Castrovillari blocca una richiesta da 239mila euro
2 ore fa:Caregiver, a Corigliano-Rossano il confronto sulle tutele: «Servizi continui e meno burocrazia»
5 ore fa:La Cassano che non ti aspetti: dalle Grotte a Sibari, un itinerario nel progetto nazionale AgroArcheoTrekking

Contrada Frasso-Amarelli «abbandonata a sé stessa». Alle prossime elezioni? «Bruceremo le tessere elettorali»

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Corigliano-Rossano è in piena emergenza. Una città, la terza della Calabria, che ancora oggi vive innumerevoli disagi, in particolare dal punto di vista urbanistico. Per non parlare, poi, della situazione di allarme e di emergenza rifiuti che vive l’intero territorio.

Incisiva è stata la chiacchierata che abbiamo fatto con Giuseppe Accroglianò, referente dei cittadini di Contrada Frasso-Amarelli, che a tutta prima ci rivela: «Non è una novità che la Contrada viva ancora oggi in situazioni di degrado. Come cittadini chiediamo sin dalle vecchie Amministrazioni di intervenire su una questione che più volte abbiamo sollevato al comune della città, ovvero: il manto stradale. Non abbiamo mai avuto risposte, mai nessun sopralluogo, mai un intervento che risolvesse il problema».

Da anni i cittadini della Contrada si danno da fare, con le loro forze per rendere vivibile la zona. Già nel 2018 molti di loro si adoperavano per ripulire le strade ed estirpare le erbacce (clicca qui per approfondire) e chiedevano a gran voce rispetto e attenzione. I problemi legati alla strada, c'erano già anni fa tanto che i cittadini gridavano: «Noi tra buche e abbandono». «In particolare, ancora oggi - ci dice ancora Accroglianò - in Via Lusitania ci sono problemi relativi al manto stradale che sono da risolvere con imminenza. Quando piove, l’acqua corrode i marciapiedi già di per sé distrutti e rovinati, per non parlare dell’acqua che non avendo un punto d’uscita si infiltra nelle pareti delle abitazioni corrodendo e danneggiando anche esse. Sono disagi per tutta la popolazione, ma che hanno maggiore rilevanza per chi questo posto lo abita o ha un’attività nei paraggi».

E poi, ci segnala ancora il cittadino dell’assenza di segnaletica stradale e di strisce pedonali in Via Madre Isabella De Rosis: «Una strada pericolosa, causa di diversi incidenti e di vittime più o meno gravi, dove davvero succede di tutto». Proprio lì, ci sono tante attività e raggiungerle - o meglio - anche attraversare la strada diventa un problema e soprattutto un pericolo. «Nonostante le numerose segnalazioni, ribadite anche nel corso dell’ultima campagna elettorale, non abbiamo mai ricevuto un riscontro positivo. Siamo abbandonati a noi stessi, e tutto quello che abbiamo fatto - anche a nostre spese - per la Contrada lo dobbiamo a noi. Nessuno ci dà una mano, e chi di competenza non ci ascolta. Alle prossime elezioni? Noi, come cittadini delusi e rassegnati come atto di protesta non andremo a votare, anzi bruceremo le tessere elettorali. Se andare a votare e pagare le tasse significa avere in cambio questi risultati, noi non faremo più nulla».

Nonostante l’urbanizzazione e l’apertura di nuove vie di comunicazione, la Contrada Frasso-Amarelli rimane ancora uno dei quartieri dimenticati di questa città.  

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia