7 ore fa:Emodinamica, Sinistra Italiana-AVS scrive a Occhiuto: «Serve l’H24 a Co-Ro. Pronti alla mobilitazione»
6 ore fa:Rigenerazione del centro storico di Cassano, via libera all'esecutivo per tre palazzi gentilizi: 13 nuovi alloggi popolari
4 ore fa:Prevenzione e tutela del territorio: il Comune di Crosia avvia la pulizia dei canali e convoca gli enti competenti
8 ore fa:Corigliano-Rossano, minacce anche di morte al vicino: divieto di dimora e braccialetto elettronico
3 ore fa:Sanità territoriale, l'Asp di Cosenza ridisegna la rete: 26 Case e 9 Ospedali di comunità
5 ore fa:Porto di Corigliano, il cantiere navale è operativo: primo alaggio per un grande peschereccio
9 ore fa:Trebisacce porta identità e sapori al Festival dei Borghi più belli d’Italia
5 ore fa:Consulta dei Calabresi nel Mondo, Orlandino Greco scommette sulla diaspora: «La Calabria globale è una grande risorsa di futuro»
4 ore fa:Sanità, Cassano avrà Ospedale e Casa di Comunità: avvio previsto entro fine settembre
7 ore fa:Taglio dei voli, l'affondo di Rosellina Madeo (PD): «La Calabria rischia uno splendido isolamento, Occhiuto tuteli studenti e lavoratori»

La Diocesi di Cassano dedica la lavanda dei piedi alle famiglie dell'Ucraina

1 minuti di lettura

CASSANO JONIO - «La nostra vita diventi una “lavanda dei piedi” per gli altri, a partire dalle “periferie esistenziali». Lo ha affermato monsignor Francesco Savino, vescovo della diocesi di Cassano Jonio, nel corso dell’omelia per la messa in coena domini, tenuta nella basilica minore cattedrale della città delle terme. Il presule per il rito della lavanda dei piedi ha scelto le famiglie dell’Ucraina.

«Con questo gesto, come chiesa locale - ha evidenziato -, vogliamo dichiarare la nostra disponibilità, senza “se” e senza “ma”, all’accoglienza di tutti i profughi di ogni continente, che scappano dalla fame e dalle guerre, e al tempo stesso, con il rito della lavanda dei piedi vogliamo ancora una volta gridare che crediamo nel potere dei segni più che nei segni del potere, come il segno del potere delle guerre».

«Nel giovedì santo - ha proseguito -, che “non è solo il giorno dell’istituzione della Santissima Eucaristia, il cui splendore certamente s’irradia su tutto il resto e lo attira, per così dire, dentro di sé. Fa parte del giovedì santo anche la notte oscura del Monte degli Ulivi, verso la quale Gesù esce con i suoi discepoli; fa parte di esso la solitudine e l’essere abbandonato di Gesù, che pregando va incontro al buio della morte; fanno parte di esso il tradimento di Giuda e l’arresto di Gesù, come anche il rinnegamento di Pietro, l’accusa davanti al Sinedrio e la consegna ai pagani, a Pilato».

«Cerchiamo - ha esortato -, in quest’ora di capire più profondamente qualcosa di questi eventi, perché in essi si svolge il mistero della nostra Redenzione. “Dio ci ama a tal punto – ha concluso -, da dare la vita di suo Figlio per noi. Comprendiamo in Gesù che lava i piedi il mistero di essere uomini: creati e amati da Dio, ci realizziamo quando la nostra vita diventa dono disponibile per gli altri. Lasciarsi lavare i piedi da Dio significa accogliere la sua parola e lasciarci da essa purificare». 

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia