55 minuti fa:Il Mezzogiorno al centro dell’edilizia, A Cosenza il convegno Ance su rigenerazione urbana e abitare
2 ore fa:Calabria, CNA contro il taglio alle compensazioni fiscali: rischio liquidità per le imprese dal 2026
4 ore fa:Corigliano-Rossano, arrestato 45enne per droga: sequestrate cocaina e marijuana
1 ora fa:Corigliano-Rossano, Mid Pop Design cresce: identità calabrese e marketing culturale
3 ore fa:Ferrovia della Magna Graecia: verso la riattivazione della Sibari-Taranto
4 ore fa:Maracanã Sport - In onda la quindicesima puntata della trasmissione sportiva
3 ore fa:Co-Ro, “Il Carnevale per Tutti” al GG Studios: animazione, musica e attività per bambini
26 minuti fa:Europe Direct Sibaritide si presenta al territorio: a Terranova da Sibari il primo incontro pubblico
2 ore fa:Cassano Jonio, D’Elia chiede un tavolo di concertazione con gli operatori turistici del territorio
1 ora fa:Cariati, Commissione Pari Opportunità ferma dal 2023: la denuncia del gruppo Le Lampare

In Calabria le italiane con un minor numero di figli

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Diminuiscono le nascite a causa della pandemia: in Calabria sono quasi 14mila, ovvero il 3,45%. I nati da genitori stranieri sono di più al Nord.

A livello nazionale, il totale delle nascite durante il 2020 è di 404.892, in diminuzione rispetto all’anno precedente (417.614). Il Nord-ovest detiene il maggior numero di nascite in comparazione con il resto d’Italia (26,15% del totale). A seguire il Sud (24,44%), il Nord-est (19,56%), il Centro (18,54%) e le Isole (11,31%).

La regione che registra la percentuale più elevata rispetto al totale delle nascite è la Lombardia (17,1%), seguita dalla Campania (11,13%), dalla Sicilia (9,27%) e dal Veneto (8,07%). Tuttavia, si evince che le regioni con il numero più basso di nuovi nati sono la Valle d’Aosta (0,19%), il Molise (0,42%), la Basilicata (0,87%), l’Umbria (1,30%) e il Friuli-Venezia Giulia (1,84%).

Lo rivela una ricerca del centro studi ImpresaLavoro dell’imprenditore Massimo Blasoni, realizzata su elaborazione di dati Istat.

La media annua della diminuzione delle nascite dal 2009 al 2019 è di -2,8%. A seguito del picco dei contagi di marzo 2020, vi è stata una ripercussione anche sulle nascite con una discesa evidente tra novembre e dicembre 2020 (-9,5%). Il picco più basso risulta essere a gennaio 2021 (-13,6%). Dai dati si evince una ripresa a marzo e aprile 2021 (4,5% e 1% rispettivamente), per poi tornare in negativo nei mesi successivi.

In Italia il numero di figli medio per donna è inferiore per le italiane rispetto alle straniere (1,17 e 1,89 rispettivamente). La regione in cui le italiane e le straniere hanno più figli è il Trentino-Alto Adige (1,45 e 2,27). Sotto la media nazionale, le italiane con il numero minore di figli si trovano in Sardegna (0,94), in Molise (1,01), in Toscana e Umbria (1,07). Al contrario, le straniere hanno meno figli in Lazio e Sardegna (1,56), Toscana (1,69) e Calabria (1,70).

«Il decremento delle nascite durante la pandemia – commenta l’imprenditore Massimo Blasoni, presidente del centro studi ImpresaLavoro – è la riprova che l’incertezza sul futuro pesa enormemente sulla scelta di avere dei figli. Tra qualche mese sapremo se anche la guerra in Ucraina avrà contratto ulteriormente il numero dei nuovi nati».

Francesca Sapia
Autore: Francesca Sapia

Ha due lauree: una in Scienze politiche e relazioni internazionali, l'altra in Intelligence e analisi del rischio. Una persona poliedrica e dall'animo artistico. Ha curato le rassegne di arti e cultura per diversi Comuni e ancora oggi è promotrice di tanti eventi di arti visive