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La dura vita di uno studente disabile all'Unical: la storia di Silverio

1 minuti di lettura

RENDE - Questa è la storia di una denuncia sociale. Avete presente l'Università della Calabria? Uno degli atenei considerati tra i migliori italiani, il campus per eccellenza, come direbbe qualcuno.

Ecco ci troviamo a raccontare una storia forte, difficile da credere che sia realtá. Un'amara e triste realtà che ha bisogno di essere raccontata, ha bisogno di urlare forte che l'inclusione, la possibilità di dare a tutti lo stesso livello di accessibilità è importante. Fin troppo. Soprattutto in un luogo dove d'inclusione si dovrebbe vedere.

Qualche settimana fa, una nota associazione universitaria "Rinnovamento è futuro", nella giornata internazionale delle persone con disabilità, pubblicava un video che vi invitiamo a guardare (https://www.instagram.com/tv/CXA7p9MoyX6/?utm_medium=copy_link) con protagonista Silverio Miraglia, un giovane studente Unical affetto da osteogenesi imperfetta di tipo 3, condizione genetica caratterizzata da fragilità ossea.

Originario di Santa Maria del Cedro e da tutta la vita sulla sua carrozzina, lotta continuamente per avere gli stessi diritti dei suoi coetanei e un briciolo di serenità. Ma la strada è tutta in salita perché la sua disabilità, è spesso per lui causa di emarginazione e sofferenza.

Silverio, ogni giorno, a bordo della sua carrozzina incontra problemi enormi. Una quotidianità difficile, che lo vede fare la corsa ad "ostacoli" per accedere alle aule studio. Alcune rampe che portano agli ascensori sono troppo pendenti, per lui impraticabili e particolarmente pericolose e la maggior parte delle volte, gli ascensori non funzionano.

Il suo rientro negli alloggi universitari, purtroppo, non è meno difficoltoso: il montascale che dovrebbe accompagnarlo sino a casa sua non è utilizzabile, per questo motivo è costretto a percorrere una strada pendente e fatiscente. È chiaro che, non avendo alternative, e riscontrando troppi ostacoli la vita di Silverio, è disagevole.

È davvero possibile che un ragazzo giovane e pieno di sogni, con una forza d'animo fuori dal comune debba attraversare "la selva oscura" solo per il semplice e legittimo bisogno di vivere la propria vita, come tutti? Non è pensabile che la società in cui viviamo dia marginale importanza a chi, invece, ha tutto il diritto di svolgere la propria vita nel modo più sereno possibile. 

Molti come Silverio, vivono situazione di disagio per colpa di una società che tratta la "diversità" come un qualcosa da cui allontarsi, mentre invece bisognerebbe adeguarsi alle esigenze ed ai bisogni di tutti. 

Auguriamo a Silverio, e ci auguriamo che le autorità competenti si mettano una mano sulla coscienza per rendere efficace, sicuro e soprattutto accessibile il campus. Senza differenza alcuna. 

Buona fortuna, Silverio. 

 

(Fonte foto Instagram rèf)

 

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

25 anni. Laureata in scienze della comunicazione. Laureanda magistrale in comunicazione e tecnologie dell'informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia