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Si chiamava Anna e aveva 16 anni quando la sua vita gli venne strappata dal fiume

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Mentre continuano ad essere giorni e ore di rabbia e dolore nella Piana di Sibari per l'ennesima esondazione del fiume Crati, che ha messo sott'acqua buona parte della Piana di Sibari, dispensando dolore e paura ma per fortuna nessuna vittima, la memoria fa un balzo indietro di 70 anni e va poco a sud della foce del Crati, a Scala Coeli.

Era il 26 ottobre 1957 e quella che stiamo per raccontarvi è la storia di Anna Capalbo. Anna aveva appena sedici anni. Quel giorno il torrente Procó - un affluente del Fiume Nicà, che col Crati condivide miti e leggende legate alla Magna Grecia - era in piena. Nelle aree interne della Calabria succede spesso: l’acqua cresce all’improvviso, diventa scura, trascina pietre e rami, cambia in pochi minuti la normalità di una giornata.

Durante quei momenti concitati il papà di Anna fu travolto dalla corrente. Allora non c’erano mezzi di soccorso immediati, non c'erano i cellulari, né il tempo di chiamare aiuto. Accadde tutto in pochi istanti, davanti agli occhi della ragazza.

Anna non esitò. Entrò nell’acqua per raggiungerlo. Provò a contrastare la forza della corrente, a tirarlo fuori, ma il torrente era troppo violento. I gorghi la trascinarono via. Morì così, nel tentativo di salvare il padre.

Aveva sedici anni.

Nel paese quell’episodio non è mai stato dimenticato davvero. È rimasto nella memoria collettiva come una tragedia ma anche come un gesto di coraggio istintivo, non ragionato, quello che solo l'amore verso un genitore può scaturire.

Oggi, quasi settant’anni dopo, quella vicenda arriva ufficialmente fino al Quirinale. Un cittadino di Scala Coeli, Nicola Abruzzese, ha scritto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiedendo un riconoscimento alla memoria per la giovane.

Nella richiesta si sottolinea come il gesto di Anna Capalbo rappresenti «una testimonianza di altissimo valore morale, altruismo e amore filiale», degna – secondo il proponente – di essere considerata a livello nazionale e non soltanto locale. L’obiettivo è ottenere una onorificenza civile postuma che trasformi una storia tramandata nei racconti del paese in memoria istituzionale.

La vicenda non cambia ciò che accadde nel 1957. Ma cambia il modo in cui viene ricordato.

Per decenni è stata la storia di una famiglia e di una comunità. Ora si prova a farla diventare una storia dello Stato: quella di una ragazza di sedici anni che, davanti al pericolo, non ha scelto di salvarsi ma di provare a salvare un altro.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.