Amore e lavoro in Poste Italiane: dalla sala portalettere al matrimonio, la storia di Antonietta ed Emanuele
Dal concorso del 2002 alla sala portalettere di Cosenza Veneto fino ai ruoli di responsabilità in Poste Italiane: la storia di Antonietta ed Emanuele, conosciutisi al lavoro e oggi genitori di due figlie. Il percorso professionale tra centro di distribuzione e Distretto di Cyber Security e l’evoluzione di un legame nato tra colleghi
COSENZA – Si sono conosciuti nel 2002 nella sala portalettere di Cosenza e oggi lavorano entrambi in Poste Italiane tra centro di distribuzione e Cyber Security. Dal primo incontro al matrimonio, una storia nata sul posto di lavoro.
«Tutto ebbe inizio il 19 dicembre del 2002, quando a seguito di un concorso, entrai come apprendista portalettere con un contratto di 3 anni presso la sala portalettere di Cosenza».
Inizia così il suo racconto Antonietta, caposquadra portalettere presso uno dei più importanti centri di distribuzione della Calabria, quello di Cosenza Veneto, ubicato nel cuore della città dei Bruzi.
«Da questo centro si muovono giornalmente circa 40 mezzi di Poste Italiane, tra macchine e motorini per la consegna della corrispondenza, raggiungendo gli utenti di Cosenza città, Mendicino, Cerisano, Dipignano, Laurignano, Carolei, Domanico e Donnici», spiega il responsabile della struttura, Vincenzo Ciappetta. Maria Antonietta, in questa struttura, guida la squadra degli uomini e delle donne in divisa gialla di Poste.
Poco distante, a Piazza Crispi precisamente, in uno storico palazzo di inizio 900, sede del Distretto di Cyber Security di Poste Italiane, troviamo il secondo protagonista di questa storia, Emanuele, marito di Antonietta, approdato anche lui in Poste qualche mese prima della futura consorte. Ma come nasce la storia di amore tra Antonietta ed Emanuele?.
«Già dal primo giorno di lavoro fui notata subito da mio marito, lo aveva colpito questa ragazza molto giovane, mi confidò poi in seguito, bruna e bassa, con due occhioni neri nascosti da un cappellino verde, arrivata da Paola, un comune della provincia di Cosenza. Non conoscevo la città, e per me era tutto un ambiente nuovo, a differenza di mio marito e degli altri ragazzi, che lavoravano lì già da un mese. Per questo motivo, da lì a breve, si mostrò subito disponibile ad aiutarmi, ma io rifiutai il suo aiuto. Ero troppo impegnata a capire come funzionasse il lavoro, ad imparare tutto e subito» ricorda sorridendo Antonietta.
Ma poi una sera di circa vent’anni fa in una cena tra colleghi Emanuele lanciò una sfida ad Antonietta: se fosse stata in grado di cucinargli il suo piatto preferito, l’avrebbe sposata.
Ma il primo bacio arrivò il 10 di agosto del 2004, in occasione della notte di San Lorenzo. «Organizzammo un falò sulla spiaggia con tutti i colleghi apprendisti, e in quella circostanza ebbe inizio la nostra relazione», ricorda oggi Emanuele.
Ma le vite lavorative, da lì a poco, si sarebbero divise: Antonietta viene promossa a caposquadra del centro di via Veneto, mentre Emanuele viene chiamato ad occuparsi di trattamento dei dati personali presso il Centro servizi Privacy di Cosenza, struttura di eccellenza di Poste Italiane.
Nel 2010, finalmente, arriva il matrimonio. «Furono giorni bellissimi che coinvolsero quella che era già diventata la nostra famiglia e cioè tutti i nostri colleghi di Poste».
Il 19 dicembre del 2013 nasce la prima figlia, Noemi; e quattro anni più tardi arriva anche Giulia. «Oggi ci ritroviamo con qualche ruga in più e qualche capello in meno, un po’ più stressati, ma ringraziamo Poste Italiane che ha permesso tutto ciò e che ci dà la possibilità di portare avanti la nostra famiglia».