Esondazione Crati, in sicurezza il Parco Archeologico di Sibari
Le contromisure adottate hanno retto all’impatto dell’ondata d’acqua. Determinante il lavoro svolto in somma urgenza nella giornata precedente, frutto della collaborazione tra il Comune di Cassano Jonio, il Consorzio di Bonifica e direzione del Parco
CASSANO JONIO - Il disastro annunciato si è purtroppo verificato: il fiume Crati ha rotto gli argini, sommergendo vaste aree della Piana di Sibari. Una situazione critica che nelle scorse ore ha tenuto con il fiato sospeso cittadini e istituzioni del territorio di Cassano Jonio.
Per quanto riguarda il Parco Archeologico di Sibari, le contromisure adottate hanno retto all’impatto dell’ondata d’acqua. Determinante il lavoro svolto in somma urgenza nella giornata precedente, frutto della collaborazione tra il Comune di Cassano Jonio, il Consorzio di Bonifica e la direzione del Parco. La trincea realizzata per contenere e gestire il flusso idrico si è rivelata fondamentale per limitare i danni.
All’interno del Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide non si registrano al momento criticità strutturali rilevanti. L’acqua è riuscita a penetrare in alcune sale, ma in misura contenuta e senza provocare, secondo le prime verifiche, danni gravi alle opere custodite.
Nel Museo è stata predisposta una stazione di emergenza per monitorare costantemente la situazione. Nelle stesse ore è stata avviata anche l’evacuazione dei tre custodi che hanno presidiato il sito per tutta la notte, assicurandosi della sicurezza dei reperti e delle strutture.
A scopo precauzionale, il Museo è stato chiuso al pubblico per consentire le operazioni di messa in sicurezza e ulteriori verifiche tecniche. Resta alta l’attenzione sull’evoluzione della situazione idrogeologica nell’area della Piana di Sibari.