Crollo ponte di Longobucco, stangata della Corte dei Conti: citati a giudizio per 4,8 milioni
La Procura regionale della Corte dei conti contesta un danno erariale da oltre 4 milioni e mezzo per il crollo del viadotto Ortiano II avvenuto il 3 maggio 2023. Nel mirino RUP, direttore dei lavori e due collaudatori. Le fondazioni “cambiate” rispetto al progetto iniziale al centro dell’inchiesta
CATANZARO – Una citazione a giudizio pesantissima, che riapre con forza una delle ferite infrastrutturali più gravi degli ultimi anni in Calabria. La Procura regionale della Corte dei conti ha contestato un presunto danno erariale di 4.789.765,79 euro in relazione al crollo del viadotto “Ortiano II”, lungo la Sila-Mare.
Sotto accusa quattro soggetti: il Responsabile Unico del Procedimento (RUP), Aldo Madeo, il Direttore dei Lavori Gianfranco Volpe e due componenti della Commissione di collaudo, Luigi Giuseppe Zinno e Mariano Mari. A loro viene imputata una responsabilità contabile legata alla progettazione e alla realizzazione dell’opera, crollata il 3 maggio 2023 sotto la furia di un torrente in piena dopo abbondanti precipitazioni.
Le fondazioni “cambiate” e il nodo progettuale
Secondo quanto ricostruito dalle indagini – condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro – il cuore della vicenda sarebbe nelle fondazioni del viadotto.
Nel progetto definitivo posto a base di gara (appalto integrato del 2005, affidato dall’allora Comunità Montana Sila Greca/Destra Crati), erano previste fondazioni “indirette” su micropali di profondità. Nelle successive fasi progettuali ed esecutive, invece, sarebbero state realizzate fondazioni “dirette”, poggiate sul terreno, anche in corrispondenza dell’alveo del fiume.
Una scelta tecnica che, sempre secondo la Procura contabile, avrebbe esposto una delle pile al fenomeno di scalzamento in occasione della piena del torrente, determinando il collasso di una campata.
Il viadotto faceva parte del IV lotto della Strada Statale Mirto-Longobucco-Sila, un’opera pensata per collegare in modo più rapido l’entroterra cosentino alla costa ionica. Un’infrastruttura strategica, dunque, divenuta simbolo di fragilità e ritardi.
Il conto allo Stato: quasi 4,8 milioni
La citazione a giudizio quantifica il danno erariale in 4.789.765,79 euro, oltre accessori di legge e spese di giustizia. Una cifra che rappresenta il costo pubblico dell’opera crollata e delle conseguenze connesse.
L’atto è stato firmato dal Procuratore regionale facente funzioni, Giovanni Di Pietro. La palla passa ora alla Sezione giurisdizionale per la Calabria, che dovrà accertare le eventuali responsabilità.
Non solo un processo contabile, ma una questione di credibilità
Il caso Ortiano II non è solo una vicenda tecnica o giudiziaria. È una questione di fiducia pubblica. Perché con quel ponte è crollata anche la credibilità di un sistema di controlli, di progettazione e di collaudo che dovrebbe garantire sicurezza e qualità. E in un territorio come quello della Sila Greca, dove le infrastrutture rappresentano la differenza tra isolamento e sviluppo, ogni errore pesa doppio.