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Nel carcere di Rossano si sente "Profumo di Libertà" grazie al panino identitario

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CORIGLIANO-ROSSANO – Cibo, identità, futuro. E ora anche libertà. L’esperienza educativa e culturale avviata dall’IIS Majorana con il progetto del panino identitario varca un confine che è prima di tutto simbolico, oltre che fisico: quello del carcere. A breve, infatti, il modello sperimentato dagli studenti dell’Alberghiero e dell’Agrario sarà mutuato anche all’interno della Casa di Reclusione di Ciminata, a Corigliano-Rossano, dove sono attive le sezioni scolastiche dell’istituto rivolte ai detenuti.

Un passaggio tutt’altro che scontato, che trasforma un progetto didattico innovativo in una potente azione di rieducazione, reinserimento e dignità. I detenuti iscritti ai corsi Alberghiero e Agrario del Majorana sperimenteranno, dal carcere, la produzione del panino identitario scolastico che per loro assumerà un nome altamente simbolico, “Profumo di Libertà”, utilizzando non solo prodotti del territorio calabrese e di filiera corta, ma anche le materie prime coltivate direttamente nell’orto interno alla struttura penitenziaria. Un ciclo completo, che parte dalla terra e arriva al cibo, passando per il lavoro, la tecnica e la consapevolezza.

In questo contesto, l’orto del carcere diventa molto più di uno spazio agricolo: si trasforma in aula didattica a cielo aperto, in luogo di apprendimento lento, paziente, concreto. Le verdure coltivate dai detenuti entrano nella cucina come ingredienti vivi del panino identitario, rendendo tangibile un’idea forte di educazione: coltivare, trasformare, raccontare. Anche dietro le sbarre. Anche quando la libertà è limitata. Proprio lì, forse, con ancora più forza.

La sezione scolastica operante all’interno del carcere di Ciminata è parte integrante dell’offerta formativa del Majorana da anni e rappresenta uno dei presìdi educativi più significativi del territorio. Un’esperienza strutturata che consente ai detenuti di conseguire titoli di studio, acquisire competenze professionali e costruire strumenti reali di reinserimento sociale. In questo quadro si inserisce ora il progetto del panino identitario, che aggiunge alla formazione tecnica una dimensione culturale e simbolica profonda.

A rendere possibile questo percorso sono anche i docenti assegnati alla sezione carceraria, impegnati quotidianamente in un lavoro educativo complesso e delicato, che richiede competenze professionali ma soprattutto umanità e visione. In cattedra, dentro il carcere, operano insegnanti delle discipline di base e tecnico-professionali, chiamati oggi a declinare il metodo Majorana anche in un contesto di restrizione, dimostrando come la scuola possa e debba essere strumento di emancipazione ovunque.

Il progetto “Sybaris – e Mi Scialo!”, il panino scolastico identiario del Majorana presentato nelle scorse settimane alla presenza anche dell’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, ha rappresentato il primo tassello di una campagna strutturata che unisce educazione alimentare, filiera agricola, marketing territoriale e identità, confermando la centralità della scuola come attore di sviluppo locale e sociale.

D’altronde, l’IIS Majorana rappresenta oggi una delle realtà scolastiche più solide e dinamiche del territorio, con oltre 1.100 studenti iscritti, un dato tutt’altro che scontato in una fase storica segnata dal calo delle nascite e dalla contrazione demografica. Un segnale chiaro della credibilità di un modello educativo che ha saputo tenere insieme formazione, identità e prospettiva.

A tenere insieme questa visione è il dirigente scolastico Saverio Madera, che negli ultimi anni ha guidato l’istituto verso un modello educativo fondato sull’integrazione tra sapere, fare e identità. Il panino identitario, in questo scenario, smette definitivamente di essere solo un prodotto gastronomico. Diventa atto didattico, strumento narrativo, esercizio di responsabilità. Ogni gesto – dalla coltivazione nell’orto alla preparazione in cucina – assume un significato ulteriore: riconnettere le persone al tempo naturale, al rispetto delle regole, alla qualità del lavoro, al senso del limite. Tutti elementi centrali in ogni autentico percorso rieducativo.

È qui che il progetto del Majorana compie il suo salto più alto. Perché se a scuola il panino identitario parla di appartenenza e futuro, nel carcere diventa anche inno alla libertà possibile, costruita passo dopo passo, seme dopo seme. Dal cibo alla coscienza. Dalla terra alla dignità. Anche dietro le sbarre, il futuro può essere coltivato.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.