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Schiavonea sceglie il dialogo: “Sicurezza e inclusione”. La piazza di oggi per rompere la paura

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CORIGLIANO-ROSSANO - È stato un pomeriggio diverso, quello vissuto oggi, domenica, a Schiavonea. Alle 15.30 lo spiazzo della Madonnina, sul lungomare, ha iniziato a riempirsi senza clamori né slogan urlati, ma con una presenza composta e consapevole che ha dato il via a “Sicurezza e inclusione”, la manifestazione pacifica capace di andare oltre il gesto simbolico.

Da lì il corteo si è mosso lungo il lungomare per poi articolarsi tra le vie del borgo marinaro, attraversando luoghi quotidiani, vissuti, familiari. Un percorso non casuale, che ha trasformato la camminata in un momento di incontro diretto con la città, restituendo il senso di una comunità che sceglie di guardarsi negli occhi mentre affronta uno dei temi più delicati del presente.

C’erano i cittadini, innanzitutto. Ma accanto a loro associazioni, rappresentanti politici e istituzionali, il parroco della comunità, esponenti delle comunità straniere da tempo integrate nel tessuto sociale di Schiavonea. Un insieme variegato, non scontato, che ha offerto l’immagine di una comunità capace di stare insieme anche quando il confronto riguarda questioni complesse e sensibili come la sicurezza.

Il clima è rimasto costruttivo per tutta la durata dell’iniziativa. Nessuna contrapposizione, nessuna deriva strumentale. Al contrario, la sensazione diffusa è stata quella di un confronto maturo, preparato nei giorni precedenti, che ha trovato oggi una sintesi visibile e partecipata. Un’unità d’intenti che raramente era emersa con questa chiarezza e che non è passata inosservata, attirando l’attenzione di numerosi media e aprendo nuovi scenari di dialogo.

Perché a Schiavonea il tema della sicurezza resta centrale. Gli ultimi episodi hanno lasciato segni, alimentato preoccupazioni, acceso interrogativi legittimi tra i residenti. Ed è proprio per questo che la manifestazione di oggi ha assunto un valore ulteriore: la volontà di affrontare la questione senza scorciatoie, tenendo insieme controllo del territorio, legalità e rispetto della dignità delle persone.

“Sicurezza e inclusione” non pretende di offrire risposte definitive, ma segna un primo passo concreto. La dimostrazione che dal confronto civile può nascere un percorso condiviso. Un segnale positivo che ora chiede continuità e attenzione, soprattutto da parte delle istituzioni, chiamate a trasformare il dialogo di oggi in risposte credibili per il futuro della comunità.

Matteo Monte
Autore: Matteo Monte

Avvocato e giornalista. Da sempre appassionato di comunicazione, tra radio, televisione e carta stampata. La Provincia Cosentina, Il Piccolo, Calabria Ora, il Quotidiano del Sud, le esperienze sulla carta stampata. In tv conduttore ed ideatore per Telelibera Cassano di diverse trasmissioni sportive e non solo, Maracanà su tutte. Le passioni, la musica di Rino Gaetano, la Lazio, l'analisi tattica nel calcio ed i racconti di Jeffery Deaver.