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Oggi in Regione il vertice per fare il punto sui modelli di integrazione: un confronto che arriva nel momento più delicato

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CORIGLIANO-ROSSANO - C’è un incontro in calendario oggi pomeriggio che, più del suo ordine del giorno, pesa per il contesto in cui arriva. Alle 15, nella Sala riunioni della Zona Tramontana, è convocato il tavolo operativo sul progetto Su.Pr.Eme.2, il programma nazionale contro lo sfruttamento lavorativo e per l’inclusione dei cittadini stranieri. Un appuntamento tecnico, certo. Ma che cade in una fase in cui la città vive una tensione sociale senza precedenti.

A convocare il confronto sono Regione Calabria e gli enti coinvolti nel programma finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione, con la partecipazione deI comuni di Corigliano‑Rossano e Cassano Jonio e dei partner del Terzo Settore. All’ordine del giorno: la seconda rimodulazione finanziaria, l’uniformità progettuale e il coordinamento con altri interventi territoriali.

Ma la cronaca di queste settimane racconta altro. Racconta di una città arrivata a un punto di non ritorno nella convivenza quotidiana tra comunità autoctona e cittadini stranieri. Segnali di frattura che non sono più episodici, ma strutturali: nei quartieri, nel lavoro agricolo, nei servizi, nella percezione diffusa di insicurezza e di abbandono. Una miscela che rende ogni discussione sull’inclusione inevitabilmente politica e sociale, prima ancora che amministrativa.

Il progetto Su.Pr.Eme.2 nasce per prevenire lo sfruttamento, garantire diritti, costruire canali legali di accesso al lavoro e ai servizi. Obiettivi condivisibili. Ma oggi il territorio chiede anche risposte sulla tenuta complessiva della comunità, sulla capacità delle istituzioni di governare i processi senza lasciare soli né i cittadini italiani né i lavoratori stranieri.

È questo il nodo vero del pomeriggio: non tanto l’approvazione di una rimodulazione o la coerenza tra interventi, quanto la credibilità di un sistema pubblico chiamato a dimostrare che integrazione non significa ghettizzazione, e che legalità e diritti possono camminare insieme alla sicurezza e alla coesione sociale.

Il rischio, altrimenti, è che anche i progetti meglio finanziati e più strutturati restino schiacciati dalla realtà, incapaci di incidere su una frattura che, a Corigliano-Rossano e nell’intera Piana di Sibari, non è più teorica ma quotidiana. Oggi, quel tavolo tecnico, vale molto più di quanto dica la sua agenda.

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.