Schiavonea scende in piazza: sicurezza e inclusione, la risposta civile al degrado
Domenica 8 febbraio manifestazione pubblica con corteo dalla Madonnina. Il Comitato promotore, guidato dal Convivium, chiede più Stato, rigenerazione urbana e percorsi reali di integrazione
CORIGLIANO-ROSSANO - Non una protesta, ma una presa di parola collettiva. Non un grido contro qualcuno, ma una richiesta chiara rivolta alle istituzioni. È questo il senso della manifestazione pubblica “Schiavonea: Sicurezza e Inclusione”, in programma domenica 8 febbraio alle ore 15.30, con partenza dalla Madonnina, nel cuore del borgo marinaro di Schiavonea.
Il messaggio è stato illustrato questa mattina nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Schiavonea promossa dal Comitato promotore guidato dal Convivium, un convivio di cittadini nato in modo spontaneo e trasversale, senza bandiere politiche né sigle associative.
Alla base dell’iniziativa c’è una constatazione condivisa: negli ultimi mesi la microcriminalità è tornata a crescere in modo evidente, con un’escalation di episodi violenti – risse, aggressioni, accoltellamenti – accanto a furti, rapine, occupazioni abusive di abitazioni private e spaccio di sostanze stupefacenti. Fenomeni che incidono pesantemente sulla qualità della vita nella marina e che colpiscono indistintamente residenti italiani e comunità straniere, comprese quelle magrebine ed est-europee da anni integrate nel tessuto sociale ed economico della città.
Il documento diffuso dal Comitato individua alcune cause strutturali: degrado urbano, debole controllo del territorio, sacche di marginalità estrema legate al lavoro stagionale e allo sfruttamento, una diffusa percezione di impunità per i reati cosiddetti “minori” e la carenza di un presidio stabile delle forze dell’ordine nel borgo marinaro, oggi sottodimensionato nonostante l’impegno degli operatori.
Da qui una piattaforma di proposte che tiene insieme sicurezza e inclusione, contrasto e prevenzione. Tra i punti centrali: l’istituzione di un presidio fisso dei Carabinieri e/o della Polizia di Stato a Schiavonea, il rafforzamento della presenza dello Stato anche attraverso operazioni ad alto impatto, controlli mirati e costanti nelle seconde case e nelle aree periferiche, un’intensificazione dell’attività investigativa contro lo spaccio, il lavoro nero e gli affitti illegali.
Accanto alle misure repressive, il Comitato chiede interventi strutturali di rigenerazione urbana: valorizzazione degli edifici, cura degli spazi pubblici, illuminazione, verde e videosorveglianza diffusa. Centrale anche la proposta di un protocollo d’intesa tra Comune di Corigliano-Rossano, Prefettura, Procura di Castrovillari, forze dell’ordine, Arcidiocesi di Rossano-Cariati, Provincia di Cosenza e Regione Calabria, per un’azione coordinata e permanente che affianchi al controllo anche progetti di welfare, formazione e recupero sociale.
Non manca, infine, una visione di lungo periodo: l’istituzione di una Consulta per i Migranti e la localizzazione negli edifici storici di Schiavonea di istituzioni culturali – archivi, musei, fondazioni – come strumenti di presidio civile e di rilancio del borgo.
La manifestazione di domenica si annuncia dunque come un momento di partecipazione pacifica e apartitica, con un obiettivo preciso: riportare Schiavonea al centro dell’attenzione pubblica, chiedendo sicurezza senza rinunciare all’inclusione e legalità senza cedere alla paura. Una piazza che vuole farsi proposta, prima ancora che denuncia.