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Sibaritide sommersa dal Crati: l'acqua del cosentino arriva a mare e piega la Piana | VIDEO

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CORIGLIANO-ROSSANO - La Sibaritide si sveglia piegata. Non solo dalla furia dell’acqua, ma dal peso di una storia che si ripete. Stanotte il Crati è uscito ancora una volta dal suo letto naturale: ha rotto gli argini e si è riversato su case, campagne, allevamenti. Dalla foce fino quasi a Schiavonea, a nord e a sud del fiume, la pianura si è trasformata in un’unica distesa d’acqua.

L’acqua caduta a Cosenza — a decine di chilometri di distanza — è arrivata qui, a valle, dove la pendenza finisce e restano solo le conseguenze. È lo stesso copione del 2018, del 2019, del 2021. Stesse immagini, stessa paura, stessi territori.

Dall’alto i Laghi di Sibari sembrano un mare senza confini. Nelle abitazioni il fango entra nelle stanze, sale sui mobili, spegne la normalità. Nei campi restano filari sommersi e silenzi.

La notte è stata segnata dai soccorsi. Vigili del fuoco, protezione civile e volontari hanno evacuato famiglie rimaste intrappolate nelle case circondate dall’acqua. Il sindaco di Cassano allo Ionio, Gianpaolo Iacobini, descrive le ore più difficili: «Qui ai Laghi si stanno completando le operazioni di evacuazione dei tanti residenti tenuti prigionieri nelle proprie case da un muro d’acqua alto oltre un metro e mezzo. Non si registrano feriti né qui né alle Lattughelle. La macchina dei soccorsi sta girando a pieno regime».

Ora parte la fase successiva: «Avvieremo il monitoraggio delle reti idriche, gas e luce e una nuova riunione di coordinamento con la Protezione civile regionale. Dobbiamo individuare i punti di rottura dell’argine per evitare che le prossime piogge provochino ulteriori danni».

Sul versante di Corigliano-Rossano la situazione è altrettanto pesante. Thurio, Ministalla e contrada Foggia sono finite sott’acqua. Il sindaco Flavio Stasi racconta la notte sugli argini: «La falla più importante è quella di Thurio, siamo riusciti a chiuderla entro le 5. Continuiamo a chiudere quella sotto la Statale 106 che sta inondando contrada Foggia. Le famiglie non evacuate sono state recuperate dai vigili del fuoco».

La conta dei danni è appena iniziata: «Ci sono decine e decine di ettari inondati, imprese agricole in ginocchio, lidi in grande difficoltà. Questa gente da domani non ha più quello che ha costruito in una vita».

E poi la denuncia: «Non è finita finché non mettiamo in sicurezza l’argine destro del Crati. Lo diciamo dal 2019. Ci sono otto milioni che ormai non bastano più, ma almeno vanno spesi e vanno trovati altri fondi. Questa è un’emergenza costante, anche quando c’è il sole».

Dopo i soccorsi, resta il territorio ferito. Ma sullo sfondo non c’è solo la piena: c’è un cumulo di silenzi, omissioni, ritardi e forse anche incapacità.

Il Crati non sorprende più. Annuncia, cresce e arriva sempre allo stesso modo. E ogni volta lascia la stessa domanda sospesa nell’aria da almeno 8 anni: perché nulla è cambiato prima che accadesse di nuovo?

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.