Crati, Abate torna sull’argine: “È una bomba ad orologeria. La Regione intervenga subito”
L’ex senatrice a Thurio con i residenti: «Dal 2018 nulla è cambiato, ci sono finanziamenti ma i lavori non partono»
CORIGLIANO-ROSSANO – La piena del Crati riaccende paure mai sopite nella piana di Thurio e Ministalla. Sui luoghi colpiti è tornata anche l’ex senatrice Silvana Abate, che ha incontrato i residenti e il presidente della Regione Roberto Occhiuto, denunciando ritardi e responsabilità istituzionali.
«La bomba ad orologeria del fiume Crati è di nuovo esplosa», afferma. E aggiunge: «Una grave responsabilità per chi doveva evitare tutto questo e non lo ha fatto».
L’ex parlamentare racconta di essersi recata personalmente sull’argine «unitamente agli abitanti di Thurio ripiombati di nuovo nel delirio totale dell’allagamento delle loro case, delle loro aziende, delle stalle e soprattutto della loro esistenza».
Il riferimento torna inevitabilmente alla notte tra il 27 e il 28 novembre 2018: «Da quella terribile notte in cui le frazioni di Thurio e Ministalla sono state devastate, nulla è stato fatto, nonostante i vari gridi d’allarme che gli abitanti hanno più volte alzato».
Abate rivendica di aver lanciato l’allarme da tempo: «Ho sempre detto e scritto che il Crati era una bomba ad orologeria e per l’ennesima volta si è ripetuto il peggio».
Quindi il confronto diretto con il governatore: «Oggi ho avuto l’occasione di dirlo anche al presidente Occhiuto presente sul posto: non si può più aspettare per mettere in sicurezza gli argini del fiume Crati».
Secondo l’ex senatrice la situazione sarebbe ancora più grave perché “ci sono già dei finanziamenti, a vario titolo, che aspettano solo di essere destinati ai lavori”.
Da qui la richiesta alla Regione: «È l’istituzione competente per la manutenzione dell’argine del fiume Crati e ora deve necessariamente farsi carico di questa situazione assurda e tragica. Il tempo dei comunicati e dei proclami è finito e il Crati lo ha dimostrato di nuovo».
Il timore resta quello per le comunità della piana: «Non si può più attendere perché la vita e l’esistenza degli abitanti di Thurio, Ministalla e degli altri luoghi dove il Crati è straripato non può più essere messa a repentaglio».