«Non ho assolutamente alcuna intenzione di candidarmi a Sindaco di Crosia»
Lapidaria, netta, chiarissima la posizione di Davide Tavernise che smonta le suggestioni giornalistiche. Resta, però, un fatto incontrovertibile: in questa crisi politica profonda, l'attivista pentastellato non è al fianco del suo sindaco
CROSIA - «NON HO assolutamente alcuna intenzione di candidarmi a Sindaco a Crosia per le prossime elezioni comunali. Sto svolgendo la mansione di consulente in Consiglio Regionale e non è nei miei programmi quello di partecipare alle elezioni comunali nel mio comune di residenza. Lo dico ora prima di assistere nei prossimi mesi ad una caccia alle streghe dove il mio nome può essere utilizzato a convenienza per scopi e fini personali di qualcuno. Quindi tutti gli articoli che stanno uscendo dando questa finta notizia sono delle vere e proprie calunnie». Ipse dixit.
La smentita è chiara, netta, forte, senza appello. La incorniciamo. Sono le parole di Davide Tavernise, ex consigliere regionale e regista - questo sì, senza alcun timore di smentita - delle ultime elezioni comunali di Crosia, celebratesi nella primavera del 2024 e che hanno portato alla vittoria del sindaco Aiello. Sono parole che il rappresentante del Movimento 5 Stelle affida ai social e sono lapalissiane: nessuna candidatura a sindaco, nessun progetto comunale, solo «calunnie» costruite ad arte. Un post che, nelle intenzioni, quindi, dovrebbe chiudere definitivamente il capitolo.
Ma la politica, soprattutto quella locale, raramente vive di sole dichiarazioni. Vive di comportamenti, cerimonie, tempi e soprattutto contesti.
E il contesto, in questo momento, racconta altro. Mentre l’ex consigliere regionale prende le distanze dal possibile scenario elettorale, resta un dato concreto: almeno uno dei tre consiglieri che hanno rotto con la sindaca Maria Teresa Aiello appartiene direttamente alla sua area politica. Un fatto che non dimostra regie occulte, certo, ma neppure consente di considerare casuale la dinamica e i tempi in cui è maturata e si è consumata la sfiducia.
Anche perché in questi giorni decisivi un elemento colpisce più di altri: il silenzio. Tavernise, tradizionalmente molto presente nel dibattito pubblico cittadino, non ha speso parole a difesa del sindaco, né durante la crisi esplosa ora né nei mesi precedenti in cui la tensione covava sotto la cenere. Una scelta legittima, ma politicamente significativa in una comunità dove ogni presa di posizione pesa.
E non è la prima distanza.
Già nell’estate scorsa l’ex consigliere regionale era stato particolarmente critico verso la programmazione estiva promossa dal Comune — delega gestita direttamente dal sindaco — aprendo una frattura pubblica su uno dei momenti simbolici dell’azione amministrativa.
Ancora prima, a giugno 2025, a poco più di un anno dall’insediamento, erano arrivate prese di posizione che lasciavano intravedere una crescente insofferenza verso l’indirizzo politico dell’amministrazione Aiello.
La crisi, quindi, non nasce oggi. Oggi semmai emerge.
Nel frattempo la rottura è diventata ufficiale con la lettera di De Vico, Blefari e Graziani: «il rapporto di fiducia è minato», scrivono, sancendo la fine della maggioranza. Il risultato è un Comune sospeso: il sindaco resta in carica ma non dispone più dei numeri per governare con autonomia.
Ora, al netto della lettura che abbiamo dato stamattina della crisi politica (suggestiva?) e della regia di Tavernise, resta un fatto chiaro, conclamato e - pure questo - poco smentibile: anche in questo momento di crisi profonda dell'Amministrazione Aiello, l'attivista pentastellato non è stato e non è a fianco del suo sindaco. E lo si evince anche dall'ultimo post di smentita ma di nessuna vicinanza.
Ora, considerato che in politica il disinteresse non esiste e che tutto si svolge nelle trame delle strategie, era più che plausibile l'esistenza di una cabina di regia con a capo Tavernise. Una boutade, una suggestione? Ci sta. Ma da qui a far passare che l'onda di disapprovazione che si è sollevata in queste ore sia dovuta alle brutte e cattive "indiscrezioni giornalistiche" ci sembra davvero una grande, grandissima panzana!