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Crosia, la regia di Tavernise dietro la frattura: maggioranza finita e voto anticipato nel mirino

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CROSIA – È vera crisi politica nel palazzo municipale di Viale della Repubblica. Anche perché le indiscrezioni sono diventate conferme, forse anche in una forma più grave di quanto ci si aspettava. La lettera protocollata stamani dai consiglieri Giovanni De Vico, Teresa Blefari e Antonio Graziani non è un modo per fare chiarezza sulle vicende degli ultimi giorni e non è nemmeno solo la cronistoria di una crisi politica studiata che, evidentemente, nasce da lontanissimo e covava sotto la cenere: è il verbale di una vera e propria separazione con la sindaca Aiello. Il tutto con una grande regia politica, meticolosa e accurata che parte dall’esito elettorale delle ultime regionali d’autunno e arriva fino ad oggi. Ma andiamo per ordine.

De Vico, Blefari e Graziani non solo confermano quanto scrivevamo ieri ma rilanciano, dicendo di essere stati accusati di complotto. Parlano – rivolgendosi alla Sindaca - di «gravi affermazioni basate su voci diffuse nella cittadinanza» e sfidano apertamente il primo cittadino: «ci dica dove e quando ci saremmo mai incontrati con le opposizioni». Poi la frase che pesa come un macigno e che, di fatto, chiude la consiliatura: «quanto accaduto ha minato il rapporto di fiducia… comunichiamo la nostra decisione di non far più parte di questa maggioranza».

Da questo momento la politica di Crosia cambia geometria

Quindi, la crisi che fino a ieri sembrava un retroscena — un tentativo di sfiducia maldestro preparato mentre la sindaca era a Roma accanto al marito operato — diventa un fatto conclamato, reale. Una spaccatura che vale più di mille mozioni di sfiducia. Perché tutto si consuma all’interno della maggioranza. Non perché la mozione sia stata depositata, ma perché i numeri non esistono più. La Aiello resta formalmente sindaco, ma politicamente è minoranza nel suo stesso Consiglio. Oggi, infatti, i numeri solo lapalissiani: la maggioranza resta con sei soli componenti (sindaco compreso), mentre per accogliere l’opposizione in Consiglio comunale servirebbe aggiungere un altro tavolo dal momento che in quelle fila ce ne sono addirittura sette. Ed è – ribadiamo - una condizione più fragile di qualsiasi sfiducia votata: significa amministrare sapendo che ogni atto può trasformarsi in un voto contrario.

Niente di personale. C’è una strategica chiarissima

Ma cosa c’è dietro a tutto questo? Nel capoluogo della Valle del Trionto da ore circola una convinzione sempre meno sussurrata: la rottura non nasce in queste settimane, ma – dicevamo - è l’esito di un percorso che parte dall’inizio dell’autunno scorso (forse anche dall’estate) e arriva ad oggi.

Sullo sfondo c’è la figura dell’ex consigliere regionale Davide Tavernise, rimasto fuori da Palazzo Campanella alle regionali di ottobre e ora accreditato per un progetto politico locale. Non un semplice rientro nel dibattito cittadino, ma un obiettivo preciso: diventare sindaco il prima possibile. E per fare questo, ovviamente, serve accorciare la vita amministrativa della Aiello (che avrebbe ancora davanti 3 anni e mezzo di consiliatura) e riportare Crosia al voto già nella prossima finestra elettorale di primavera. I tempi tecnici, a febbraio (entro il 24), lo consentirebbero. Ecco perché la premura di giocare la partita adesso a discapito di qualsiasi cosa.

Se così fosse, quello visto finora sarebbe soltanto il primo movimento: togliere stabilità al governo cittadino senza assumersi immediatamente la responsabilità formale della sfiducia. La differenza è sottile ma decisiva. Perché un sindaco sfiduciato diventa vittima politica; un sindaco rimasto senza maggioranza diventa invece un’amministrazione finita.

Dentro questa partita si muovono altri tasselli. Si racconta di contatti, tentativi di riallineamento, possibili sponde nell’opposizione. Il nome che rimbalza di più è quello di Gemma Cavallo, oggi in Forza Italia ma con un passato nel centrosinistra: un eventuale riavvicinamento alla Aiello rimetterebbe in discussione il quadro, ma aprirebbe una contraddizione difficile da spiegare dopo anni di opposizione senza sconti e di parole grossissime volate, dentro e fuori dal campo della politica.

Ma in politica  - si sa – tutto è possibile. Ed è possibile anche che Gemma Cavallo, alla fine, in nome della stabilità amministrativa si immoli come una novella Giovanna D’Arco del Trionto. Eppure, anche in questo caso, non tutto sarebbe scritto.

Già perché ogni piano che si rispetti ha più scale di attuazione. E la fuoriuscita dei tre consiglieri dalla maggioranza sarebbe solo una parte del piano. Se le indiscrezioni che vi stiamo raccontando fossero confermate Tavernise ha studiato tutto e bene a tavolino. E qu ci potrebbe essere il secondo possibile colpo di scena, quello che tutti osservano senza dirlo apertamente: tra i consiglieri rimasti formalmente a sostegno della sindaca c’è anche Maria Teresa Cosentino, cognata dello stesso Tavernise. Un legame politico e familiare che in molti considerano la variabile decisiva. Se anche lei dovesse spostarsi, la partita sarebbe chiusa definitivamente senza possibilità di appello o sponde.

È qui che la crisi assume il profilo di un disegno più ampio. Non una caduta improvvisa, ma una pressione progressiva. Non un voto secco, ma un logoramento calcolato per arrivare ad imminenti elezioni con una platea politica completamente parcellizzata. Insomma, portare il sistema alla frammentazione, moltiplicare le candidature, dividere il consenso: in una comunità elettoralmente eterogenea come Crosia, quindi, per vincere potrebbe bastare davvero pochi voti.

La politica, in fondo, funziona ancora secondo una regola antichissima: dividere per governare.

Per ora l’unica certezza è che la stagione amministrativa di Maria Teresa Aiello è entrata nella sua zona crepuscolare. Può durare settimane o mesi, ma non è più quella uscita dalle urne. E mentre in pubblico si parla ancora di chiarimenti e responsabilità, nei corridoi e nelle segreterie politiche (che a Mirto più che a Crosia abbondano) si discute già del dopo.

Il sentore chiaro è che si stia già decidendo chi guiderà la prossima campagna elettorale.

 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.