Provincia, Le Fosse: «Non possiamo regalarla per rigidità e calcoli interni»
Il dirigente dem invita il Partito Democratico a una scelta politica forte: «Serve un candidato che unisca davvero territori e amministratori»
COSENZA – «In queste ore non stiamo scegliendo solo un nome. Stiamo scegliendo se la Provincia di Cosenza la vogliamo governare davvero oppure se vogliamo correre il rischio di regalarla agli altri per rigidità, calcoli o intestardimenti che la politica non può permettersi».
È l’appello lanciato da Pino Le Fosse, che interviene nel dibattito interno al Partito Democratico in vista delle prossime elezioni provinciali, chiedendo un salto di qualità nella scelta della candidatura.
«Il Partito Democratico è chiamato a fare un passo in avanti. Il lavoro fatto finora, attraverso la Commissione, non ha prodotto quella svolta politica che il momento richiede. È sembrato più un tentativo di chiudere rapidamente una “pratica” che, in realtà, è ancora tutta aperta e va gestita politicamente fino in fondo», sottolinea Le Fosse, rimarcando la delicatezza della fase attuale.
Secondo il dirigente dem, la partita si gioca sulla capacità di tenere insieme il territorio: «Queste elezioni si vincono su una cosa sola: la capacità di tenere insieme davvero territori e amministratori. Non basta una convergenza formale. Serve una candidatura che regga nel voto reale, che porti convinzione e non freddezze o, peggio, astensione, che porti tutti a votare convintamente».
Le Fosse rivendica il ruolo storico della Provincia quando guidata dal centrosinistra: «La Provincia di Cosenza, quando è stata guidata da una visione democratica e progressista forte, è stata un modello di buon governo e un punto di riferimento politico e istituzionale. Oggi, con le emergenze che abbiamo davanti, non possiamo permetterci una Provincia debole o divisa».
Infine, un richiamo alla valorizzazione dei territori e a una scelta pragmatica: «Abbiamo davanti un’occasione: valorizzare fino in fondo la straordinaria ricchezza di questa provincia, rendendo decisivo il contributo di tutti i territori, anche di quelli troppo spesso considerati periferici». E conclude: «Il criterio deve essere semplice: scegliere il candidato che aumenta davvero le probabilità di vittoria, non quello che rende più comoda la discussione interna. Oggi non serve testimoniare. Serve vincere. E vincere mettendo in campo tutta la forza di questa provincia».