Sit-in di AVS per la sanità a Co-Ro: chiesto lo stato di emergenza sanitaria
La mobilitazione di AVS negli ospedali di Rossano e Corigliano per denunciare le criticità della sanità nella Sibaritide e in Calabria. Le richieste: stato di emergenza sanitaria, scorporo del piano di rientro e più risorse per personale e servizi
CORIGLIANO-ROSSANO - Due presìdi per accendere i riflettori su una crisi che, secondo i promotori, ha superato da tempo il limite. Questa mattina, 12 febbraio, Alleanza Verdi Sinistra ha presidiato l’ospedale “Nicola Giannettasio” di Rossano mentre domani si ritroverà al “Compagna” di Corigliano per protestare in difesa del diritto alla salute. L’obiettivo dei due sit-in, che si inseriscono in un più ampio tour regionale nei nosocomi calabresi, è denunciare la condizione della sanità nella Sibaritide e nell’intera Calabria e chiedere interventi immediati e straordinari.
A spiegare le ragioni della mobilitazione sono i portavoce regionali di AVS, Giuseppe Campana e Fernando Pignataro, che parlano di una situazione ormai “completamente al collasso”. «La sanità in Calabria attraversa una fase critica con carenze strutturali e organizzative accumulate negli anni, che penalizzano gravemente i cittadini, soprattutto nel territorio della Sibaritide, dove i LEA sono tra i più bassi d’Europa. Non possiamo più accettare questa situazione ulteriormente aggravata dal presidente Occhiuto», dichiarano annunciando le iniziative.
Quella che si sta consumando, secondo AVS, non è solo una crisi amministrativa o finanziaria, ma una frattura profonda nel diritto alla salute dei calabresi. «Noi intanto vogliamo denunciare lo stato della sanità pubblica che è completamente al collasso – afferma Pignataro –. Gli ospedali esplodono, hanno poco personale, il piano di rientro blocca le assunzioni e impedisce di individuare le aree disagiate dove bisognerebbe intervenire in modo straordinario».
Per il portavoce regionale, però, la sola denuncia non basta più: «Riteniamo che non basti più la denuncia, c’è bisogno di una proposta». Da qui l’idea di una mobilitazione diffusa che culminerà in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati per chiedere al Governo «la decretazione dello stato di emergenza sanitaria in Calabria» e presentare «una proposta di legge di scorporo del piano di rientro del debito, in modo che il bilancio possa essere utilizzato per tentare di salvare il salvabile».
L’accusa riguarda una Calabria in cui il diritto alla salute è completamente negato: «Bisogna mobilitarsi -aggiunge Pignataro - con le associazioni, con gli operatori, con le città. È una questione che riguarda tutte le famiglie calabresi».
Nella Sibaritide la sanità è dilaniata serve una battaglia seria per ottenere servizi adeguati. Anche Campana insiste sulla necessità di unire le forze. Il tour ha già toccato diverse città – da Catanzaro a Cariati, da Tropea a Vibo – e proseguirà per costruire una manifestazione più ampia. «Stiamo denunciando lo stato comatoso della sanità non solo nella Sibaritide ma in tutta la Calabria, con un debito pubblico che non sappiamo a quanto ammonta», afferma. E lancia un appello diretto ai cittadini: «In uno Stato democratico il cittadino gestisce il proprio futuro e in questo caso si deve unire, senza bandiere o con le bandiere. L’importante è che ci sia un riscatto, perché la gente muore ancora nei pronto soccorso».
Alla protesta hanno preso parte anche esponenti di altre forze politiche. La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Elisa Scutellà, evidenzia come il tema sia quotidianamente vissuto sulla pelle dei cittadini: «La questione della sanità è molto sentita nella nostra regione e non c’è nulla da raccontare, perché i cittadini vivono situazioni che non sono delle migliori».
Scutellà ritorna poi su uno de nodi politici centrali, quello del commissariamento: «Stiamo ancora aspettando che Occhiuto esca da questo commissariamento come aveva promesso in campagna elettorale. Purtroppo è una delle tante promesse disattese, perché tra blocco del turnover e tagli la nostra sanità non funziona».
Sulla stessa linea il segretario del Circolo Pd di Corigliano-Rossano, Francesco Madeo, che parla di «due sanità diverse»: «Una è quella che ci raccontano sui social e sui giornali sponsorizzata dal governatore Occhiuto, in cui dice che tutto va bene; l’altra è quella dei cittadini, che purtroppo non hanno una sanità degna di questo nome».
Madeo elenca criticità concrete: «Liste d’attesa lunghe, una medicina territoriale che non è mai partita, reparti senza primari e l’ospedale unico della Sibaritide che è ancora un’incognita. Non sappiamo quando finiranno i lavori né quali reparti saranno realmente attivi». E conclude con un monito: «Questo territorio ha bisogno di una sanità. Non è più possibile continuare a morire perché non ci sono i dovuti soccorsi».
Dal fronte istituzionale, il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, inquadra la mobilitazione in una critica più ampia al modello di gestione regionale: «È un’iniziativa che nasce sulla scorta di un sistema sanitario che era già in condizioni critiche ma che sta peggiorando con la gestione Occhiuto, commissario e presidente della Regione, che sta continuando a smantellare i servizi pubblici», sostiene.
Stasi cita esempi concreti legati al nuovo ospedale della Sibaritide: «La cancellazione dell’emodinamica, della medicina nucleare, la confusione nell’organizzazione degli spoke e l’ultima notizia della riorganizzazione che ha riguardato anatomia patologica rispondono a un disegno di accentramento dei servizi». Una strategia che, secondo il sindaco, allontana la sanità dai territori e dai cittadini: «La Calabria non è l’Emilia Romagna o la Lombardia. Abbiamo importato modelli che funzionavano altrove, ma solo per ciò che faceva comodo agli interessi di potere. Il risultato è una sanità che si è allontanata dai luoghi del bisogno. E oggi la nostra gente rinuncia a curarsi».