Crati, a Thurio arriva Occhiuto. Situazione preoccupante: dimezzato flusso della Diga di Tarsia
Dall'invaso bloccati 8 milioni di metri cubi d'acqua. Sul posto insieme al Governatore anche l'assessore Straface e il capo della ProCiv regionale, Domenico Costarella. In località Foggia il fiume ha iniziato a perforare gli argini
CORIGLIANO-ROSSANO - Ore 13.15. La gestione dell’emergenza passa ora direttamente al livello regionale. Il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha raggiunto il tratto del Crati tra Thurio e Ministalla, nel territorio di Corigliano-Rossano, insieme al capo della Protezione civile regionale Domenico Costarella, monitorando la situazione dalla sala operativa allestita sugli argini.
Poco dopo il sopralluogo, Occhiuto si è spostato alla diga di Tarsia dove è stata presa la decisione più attesa: dimezzare il flusso dell’invaso. Una manovra che ha consentito di trattenere circa 8 milioni di metri cubi d’acqua, riducendo la portata della piena diretta verso valle.
Le informazioni arrivano in tempo reale dall’assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface, arrivata insieme al Governatore e rimasta sul posto insieme ai tecnici della Protezione civile per seguire l’evoluzione della situazione.
Al momento si registrano le prime criticità perché in località Foggia il fiume ha iniziato a permeare dai torrenti allagando le aree circostanti.
C'è però una buona notizia: sulla Sibaritide è tornato il sole e anche nell’alta Valle del Crati ha smesso di piovere. Un fattore determinante per rallentare l’onda di piena, anche se la tregua potrebbe essere temporanea: nelle prossime ore è infatti previsto l’arrivo di un nuovo ciclone atlantico.
Il rischio non è ancora rientrato, ma il contenimento della portata alla diga potrebbe alleggerire l’impatto sul tratto terminale del fiume e sulla Piana di Sibari, dove per tutta la mattinata si è temuta una nuova esondazione.