Emergenza Crati, l’acqua invade anche l’area archeologica di Sybaris (Casabianca)
Salvato il Parco del Cavallo grazie al fossato provvisorio, ma il canale esonda e allaga un altro settore del sito di Sibari. Demma: «Svuotato ieri, stanotte è di nuovo pieno d’acqua»
CASSANO JONIO – La piena del Crati continua a colpire il cuore archeologico della Sibaritide. Se il fossato provvisorio scavato al Parco del Cavallo ha evitato conseguenze peggiori, l’acqua ha comunque raggiunto l’area di Casabianca, normalmente chiusa al pubblico, riportando l’emergenza dentro uno dei siti più delicati del patrimonio storico calabrese.
A complicare ulteriormente la situazione è l’avaria delle tre idrovore installate pochi mesi fa proprio per fronteggiare eventi di questo tipo. Nelle prossime ore è previsto un intervento congiunto di Protezione civile e Consorzio di Bonifica per drenare l’area.
Il direttore del Museo e dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari, Filippo Demma, racconta una giornata iniziata con amarezza: «Non è una buona giornata oggi al Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide. Il lavoro enorme fatto ieri con la Protezione civile per svuotare i locali semiinterrati si è rivelato inutile: stanotte il canale qui di fianco ha esondato e i locali sono di nuovo pieni d’acqua».
Nonostante tutto, le operazioni continuano senza sosta. «Non ci stiamo perdendo d’animo, sono attive le pompe e abbiamo tutta la squadra di Calabria Verde che ci sta aiutando a eliminare il fango dal piazzale».
Ma la criticità resta legata al livello idrico: «Se non riusciamo a far scendere il livello dei canali purtroppo tutto quel che facciamo sarà inutile». Il direttore ringrazia le istituzioni coinvolte nelle operazioni: «Dobbiamo ringraziare la Protezione civile per il supporto, il Comune di Cassano per il coordinamento, il sindaco Iacobini, il Consorzio di bonifica che ci sta aiutando a drenare il canale, Calabria Verde e l’assessore Gallo intervenuto prontamente».
L’episodio conferma la vulnerabilità dell’area archeologica di Sibari, già più volte messa a rischio dalle esondazioni del Crati. La fase dell’emergenza non è ancora conclusa e la tutela del sito resta appesa alla capacità di far defluire rapidamente l’acqua.