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La Conca battesimale del Patire si trova a New York. Perché?

2 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - In pochi sanno che a New York, nel Metropolitan Museum, è esposta un’opera che proviene dal nostro territorio e precisamente dall’Abbazia di “Santa Maria Nuova Odigitria” del “Patìr” di   Rossano.

Ma come è finita in America? Ma soprattutto, perché?

L’abbazia del Patire (secolo XI – XII), ricca di opere d’arte e di boschi attigui, tra alterne vicende iIn seguito alle riforme, volute dal re di Napoli Giuseppe Bonaparte (1806-1808) sull’”eversione della feudalità” (legge n. 130 del 2/8/1806) e a quelle del re Gioacchino Murat (tra il 1808 e il 1815) sulla “soppressione degli ordini religiosi possidenti in tutto il regno”, tra i quali i “Basiliani” (decreto n. 448 del 7/8/1809), sulla “soppressione dei loro monasteri”, incameramento e vendita dei loro beni immobiliari, tra i quali il “Patire” (decreto n. 854 del 10/1/1811), sulla “somma da trarsi dalla vendita di beni demaniali per essere impiegata ai lavori di strade e ponti del regno” (decreto n. 932 del 7/3/1811), il Monastero del Patìr viene soppresso e i suoi beni patrimoniali (edifici e boschi contigui) confiscati, incamerati e demanializzati dal Regno di Napoli; dopo pochi mesi, vengono venduti (per 37.239 ducati), il 23/6/1811, al ricco imprenditore Giuseppe Compagna di Corigliano.

Nel 1919 lo Stato italiano riacquista dagli eredi Compagna e tuttora fanno parte del Demanio statale; gli edifici (Chiesa ed ex Monastero) che vengono, più volte, restaurati e oggi sono meta del turismo culturale internazionale. La gestione del luogo, infatti è a cura dei Carabinieri Forestali e non della curia diocesana.

Il Compagna, dopo l’acquisto dei beni patrimoniali del Patìr, trasferisce nella sua abitazione (e poi, nel 1828, nel castello ducale da lui acquistato dai Saluzzo) di Corigliano innumerevoli suppellettili e arredi sacri ed opere d’arte, come l’icona di S. Maria Odigìtria, il dipinto di S. Basilio di Cesarea, due paliotti policromi in madreperla, marmi e – verosimilmente – anche la conca marmorea battesimale, che, nel 1812, è ancora “non scomparsa” e si trova nella sua antica sede del Patire.

Infatti, nel 1812 si occupa dell’Abbazia del Patìr e della conca battesimale un autore francese, in gran parte sconosciuto e perciò ignorato finora, Aubin-Louis Millin de Grandmaison.

Negli anni successivi, ma si ignorano la data e le circostanze precise, Giuseppe Compagna oppure il figlio Luigi (1823-1872) o il nipote Francesco, figlio di Luigi (1848-1925), si disfano del fonte battesimale, vendendolo o donandolo.

Infatti, nel 1812, il manufatto marmoreo “scompare”, prima dalla Chiesa del Patìr, e, successivamente, anche da Corigliano calabro

Si ignora se ci siano stati altri passaggi di mano, fatto sta che l’importante reperto storico ora fa bella mostra di sé presso il Metropolitan Museum di New York.

Per chi volesse approfondire la vicenda, può consultare il saggio di Franco Filareto La “Conca battesimale” dell’Abbazia di “S. Maria Nuova Odigitria” del “Patìr” di   Rossano la Bizantina - Storia della “scomparsa” e della “ricomparsa” ed il sito https://anticabibliotecacoriglianorossano.it/chiese-di-rossano/fonte-battesimale-del-patire/libri-e-articoli/ gestito da Martino Rizzo, utilizzati  per reperire le notizie di carattere storico ed artistico.

Gino Campana
Autore: Gino Campana

Sindacalista, giornalista, saggista e patrocinatore culturale. Nel 2006 viene eletto segretario generale regionale del Sindacato UIL che rappresenta i lavoratori Elettrici, della chimica, i gasisti, acquedottisti e tessili ed ha fatto parte dell’esecutivo nazionale. È stato presidente dell’ARCA territoriale, l’Associazione Culturale e sportiva dei lavoratori elettrici, vice presidente di quella regionale e membro dell’esecutivo nazionale. La sua carriera giornalistica inizia sin da ragazzo, dal giornalino parrocchiale: successivamente ha scritto per la Provincia Cosentina e per il periodico locale La Voce. Ha curato, inoltre, servizi di approfondimento e di carattere sociale per l’emittente locale Tele A 57 e ad oggi fa parte del Circolo della Stampa Pollino Sibaritide