10 ore fa:Sibari, case e strade allagate per l’alluvione: volontari in prima linea nell’emergenza Crati
11 ore fa:Dopo il fango, non sparite
9 ore fa:Cariati, vertice tra Comune e operatori turistici per migliorare la differenziata e contenere i costi
13 ore fa:Stretta della Polizia di Stato: tre arresti e 19 denunce in diverse operazioni sul territorio
9 ore fa:DIARI DI STORIA | Sila Greca, la montagna che batteva moneta
14 ore fa:Pietro Tangari riceve un nuovo prestigioso riconoscimento per i 30 anni di attività
8 ore fa:«Sibaritide sommersa, non è solo maltempo ma mancanza di prevenzione»
14 ore fa:Malattie rare e musica, da Saracena a Torino: il messaggio di speranza di Laura Scrivo
10 ore fa:A Castrovillari un finanziamento regionale per contrastare disagio abitativo e caporalato
13 ore fa:Cariati, ospedale Vittorio Cosentino: da giugno aprono Medicina e Pronto Soccorso

Leo Gullotta emoziona il pubblico: «In ogni vita deve cadere la pioggia»

1 minuti di lettura

DIAMANTE-RENDE - «In ogni vita deve cadere la pioggia», tuona così Leo Gullotta nell’intervista pre spettacolo per il Tirreno Festival di Alfredo De Luca, progetto cofinanziato dalla Regione Calabria. La pioggia simboleggia i problemi, ed essi quando arrivano, colgono sempre impreparati.

Lo spettacolo si è svolto prima al teatro Vittoria della città di Diamante e dopo al Teatro Garden di Rende, dove l'attore ha ricevuto, dalla direzione artistica, il Premio come miglior spettacolo di prosa 2024.

Un’ora e 15 minuti della vita insieme di due attori omosessuali, Gullotta e Fabio Grossi. Il rispetto è la loro parola d’amore. Occorre tra coppie omo e coppie etero, e dove fosse non ci sarebbero femminicidi. Una grande partecipazione dinnanzi ad un tema come quello dell’omofobia che arriva a scuotere la tranquilla routine di questa coppia, un po’ come quando arriva la pioggia.

«Il pubblico è concentrato, rapito». Gullotta del resto dopo la parentesi del varietà al bagaglino, è nel suo mondo, il Teatro.

Ironica ma non troppo, questa commedia d’amore, in stile anni ‘90, ti inchioda sulla poltrona per far riflettere sul valore di chi ci sta accanto:uomo o donna nel loro rifugio che sono le mura domestiche. Uno spazio scenico semplice, fatto di condivisione, perché di complesso c’è già la tematica.

Ambientata negli anni Novanta, i diritti civili appaiono ancora così lontani nel tempo, ma quando questi  saranno completamente riconosciuti? Un quesito che non è sintetizzabile, così come non lo è stato il lungo ed emozionato applauso della platea di spettatori per i due protagonisti di questo spettacolo.  

Luigia Marra
Autore: Luigia Marra

Mi sono diplomata al Liceo Classico San Nilo di Rossano, conseguo la laurea in Lettere e Beni Culturali e successivamente la magistrale in Filologia Moderna presso Università della Calabria. Amo ascoltare ed osservare attentamente la realtà di tutti i giorni. Molto caotica e confusionaria, ma ricca di storie, avvenimenti e notizie che meritano di essere raccontate.