9 ore fa:Castrovillari, primo confronto unitario tra candidati sindaco promosso dagli studenti
5 ore fa:Il legame tra Atene e Thurii: come nasce la “città ideale” della Magna Grecia
10 ore fa: Forza Italia Cassano: «Meno polemiche e più responsabilità»
10 ore fa:Statale 106, la geografia della paura: in un anno 23 morti e 406 feriti
5 ore fa:Danilo Ruggiero trionfa a Palmi: la Corricastrovillari-Guglielmo Atletica protagonista
6 ore fa:Nuovo reato di femminicidio: a Co-Ro esperti a confronto sul primo caso giudiziario - VIDEO
7 ore fa:Oriolo accoglie la Carovana della Prevenzione: due giornate dedicate alla salute femminile
8 ore fa:Castrovillari, al carcere “Rosetta Sisca” in scena “Polemos – Lessico di guerra”
9 ore fa:Cariati, al Museo un pomeriggio tra musica e poesia in onore di San Cataldo
6 ore fa:È uscito “Numistria” di Pierpaolo Cetera: il romanzo storico che intreccia rivoluzione e memoria

Leo Gullotta emoziona il pubblico: «In ogni vita deve cadere la pioggia»

1 minuti di lettura

DIAMANTE-RENDE - «In ogni vita deve cadere la pioggia», tuona così Leo Gullotta nell’intervista pre spettacolo per il Tirreno Festival di Alfredo De Luca, progetto cofinanziato dalla Regione Calabria. La pioggia simboleggia i problemi, ed essi quando arrivano, colgono sempre impreparati.

Lo spettacolo si è svolto prima al teatro Vittoria della città di Diamante e dopo al Teatro Garden di Rende, dove l'attore ha ricevuto, dalla direzione artistica, il Premio come miglior spettacolo di prosa 2024.

Un’ora e 15 minuti della vita insieme di due attori omosessuali, Gullotta e Fabio Grossi. Il rispetto è la loro parola d’amore. Occorre tra coppie omo e coppie etero, e dove fosse non ci sarebbero femminicidi. Una grande partecipazione dinnanzi ad un tema come quello dell’omofobia che arriva a scuotere la tranquilla routine di questa coppia, un po’ come quando arriva la pioggia.

«Il pubblico è concentrato, rapito». Gullotta del resto dopo la parentesi del varietà al bagaglino, è nel suo mondo, il Teatro.

Ironica ma non troppo, questa commedia d’amore, in stile anni ‘90, ti inchioda sulla poltrona per far riflettere sul valore di chi ci sta accanto:uomo o donna nel loro rifugio che sono le mura domestiche. Uno spazio scenico semplice, fatto di condivisione, perché di complesso c’è già la tematica.

Ambientata negli anni Novanta, i diritti civili appaiono ancora così lontani nel tempo, ma quando questi  saranno completamente riconosciuti? Un quesito che non è sintetizzabile, così come non lo è stato il lungo ed emozionato applauso della platea di spettatori per i due protagonisti di questo spettacolo.  

Luigia Marra
Autore: Luigia Marra

Mi sono diplomata al Liceo Classico San Nilo di Rossano, conseguo la laurea in Lettere e Beni Culturali e successivamente la magistrale in Filologia Moderna presso Università della Calabria. Amo ascoltare ed osservare attentamente la realtà di tutti i giorni. Molto caotica e confusionaria, ma ricca di storie, avvenimenti e notizie che meritano di essere raccontate.