2 ore fa:Alessandria del Carretto rivive con l'arpa celtica, la musica popolare e i sapori del Pollino
3 ore fa:TaranTarsia compie 18 anni e apre il borgo al mondo: gran finale con gli Après La Classe
1 ora fa:Omicidio Bifano, il marito nega davanti al legale: «Amavo Carmela, non le ho mai fatto violenza»
16 ore fa:Emodinamica, “Un Cuore per CoRo” promuove il nuovo modello: «È un passo avanti»
56 minuti fa:Rossano, anziana trovata in casa in una pozza di sangue
4 ore fa:Trebisacce non dorme e porta 30mila persone in strada: la Notte Bianca conquista l'intera città
26 minuti fa:Cinema e radici, San Lorenzo abbraccia il talento di Elena Sophia Senise
1 ora fa:A Fabbrica non bastano due new jersey: la spiaggia resta ostaggio degli incivili
2 ore fa:Margherita Amarelli, 25 anni per portare la Calabria in 30 Paesi senza spostarne le radici
3 ore fa:Dai danni dell’alluvione al sold-out: i Laghi di Sibari premiano il Sud che non si arrende

Cambia il futuro dell'energia: prodotta in laboratorio la prima mini-stella del mondo

1 minuti di lettura

OXFORD – La creazione di una mini-stella nel laboratorio del più grande reattore nucleare al mondo, nel Regno Unito, sembra una di quelle notizie di grande valore scientifico, ma distante dalla vita quotidiana di chi scienziato non è.

In realtà questa è una di quelle scoperte che sono destinate a cambiare profondamente la vita di noi comuni mortali, in quanto apre le porte, in modo fattivo, della produzione di energia pulita, in quantità illimitate.

Riprodurre in laboratorio l’energia che alimenta le stelle, vuol dire semplicemente, che siamo capaci di riprodurre l’energia del sole, la stella più grande del nostro sistema solare. Il tutto è avvenuto al Culham Centre for Fusion Energy, dove si trova il, JET (Joint European Torus) l’enorme reattore a fusione nucleare primo al mondo per dimensioni. Al suo interno, sono stati prodotti 59 megajoule di energia in cinque secondi (11 megawatt di potenza) che, secondo gli scienziati, non essendo un grandissimo quantitativo di energia, può essere prodotto, e quindi dimostrare, il potenziale delle centrali elettriche e il ruolo cruciale nell’affrontare i cambiamenti climatici attraverso un’energia sicura e sostenibile a basse emissioni di carbonio.

Da qui è più semplice capire come sia importante produrre l’energia di fusione, perché è la stessa che alimenta le stelle. Ragion per cui, chi detiene potere su questo tipo di ricerca ed investe sul potenziale delle centrali elettriche, ha in tasca la chiave d’oro del futuro del Pianeta e quindi sulle nostre vite. Le chiavi le detiene il consorzio Eurofusion (consorzio europeo per lo sviluppo della fusione nucleare) di cui l’Italia fa parte tramite Enea, l'Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente, per tale motivo riceverà dal consorzio internazionale circa 90 milioni di euro, parte del contributo totale europeo, speso nel progetto.

 

Francesca Sapia
Autore: Francesca Sapia

Ha due lauree: una in Scienze politiche e relazioni internazionali, l'altra in Intelligence e analisi del rischio. Una persona poliedrica e dall'animo artistico. Ha curato le rassegne di arti e cultura per diversi Comuni e ancora oggi è promotrice di tanti eventi di arti visive