15 ore fa:Aggressione al Comune di Crosia, la CGIL: «Violenza inaccettabile contro due dipendenti pubblici»
25 minuti fa:Amendolara, il fondo di Iemboli: «Bruciati vivi per aver rivendicato un contratto di lavoro»
14 ore fa:Giovanni B. Algieri candidato al Globo d’Oro: il regista di Corigliano-Rossano tra i migliori corti italiani
55 minuti fa:Corigliano-Rossano, emergenza oncologia: malati senza assistenza specializzata, estate da incubo tra carenze e disagi
1 ora fa:Ospedale della Sibaritide, Feneal UIL: «Opera strategica che avanza e può cambiare il futuro del territorio»
14 ore fa:Giornata delle tartarughe marine, la Calabria del nord-est resta una nursery fragile per la Caretta caretta
13 ore fa:Corigliano, sfonda con l’auto l’ingresso del Pronto soccorso: fermato un 58enne
1 ora fa:Tumore al seno, la Carovana della Prevenzione arriva a Vaccarizzo Albanese
12 ore fa:Corigliano-Rossano, un taglio per la ricerca: torna l’iniziativa solidale a sostegno di AIRC
2 ore fa:Vigili del Fuoco a Trebisacce, Baldino replica a Rapani: «Prima di commentare bisognerebbe leggere»

Cambia il futuro dell'energia: prodotta in laboratorio la prima mini-stella del mondo

1 minuti di lettura

OXFORD – La creazione di una mini-stella nel laboratorio del più grande reattore nucleare al mondo, nel Regno Unito, sembra una di quelle notizie di grande valore scientifico, ma distante dalla vita quotidiana di chi scienziato non è.

In realtà questa è una di quelle scoperte che sono destinate a cambiare profondamente la vita di noi comuni mortali, in quanto apre le porte, in modo fattivo, della produzione di energia pulita, in quantità illimitate.

Riprodurre in laboratorio l’energia che alimenta le stelle, vuol dire semplicemente, che siamo capaci di riprodurre l’energia del sole, la stella più grande del nostro sistema solare. Il tutto è avvenuto al Culham Centre for Fusion Energy, dove si trova il, JET (Joint European Torus) l’enorme reattore a fusione nucleare primo al mondo per dimensioni. Al suo interno, sono stati prodotti 59 megajoule di energia in cinque secondi (11 megawatt di potenza) che, secondo gli scienziati, non essendo un grandissimo quantitativo di energia, può essere prodotto, e quindi dimostrare, il potenziale delle centrali elettriche e il ruolo cruciale nell’affrontare i cambiamenti climatici attraverso un’energia sicura e sostenibile a basse emissioni di carbonio.

Da qui è più semplice capire come sia importante produrre l’energia di fusione, perché è la stessa che alimenta le stelle. Ragion per cui, chi detiene potere su questo tipo di ricerca ed investe sul potenziale delle centrali elettriche, ha in tasca la chiave d’oro del futuro del Pianeta e quindi sulle nostre vite. Le chiavi le detiene il consorzio Eurofusion (consorzio europeo per lo sviluppo della fusione nucleare) di cui l’Italia fa parte tramite Enea, l'Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente, per tale motivo riceverà dal consorzio internazionale circa 90 milioni di euro, parte del contributo totale europeo, speso nel progetto.

 

Francesca Sapia
Autore: Francesca Sapia

Ha due lauree: una in Scienze politiche e relazioni internazionali, l'altra in Intelligence e analisi del rischio. Una persona poliedrica e dall'animo artistico. Ha curato le rassegne di arti e cultura per diversi Comuni e ancora oggi è promotrice di tanti eventi di arti visive