15 ore fa:Cassano-Sibari, nasce il Direttivo cittadino del Partito Socialista: Giuseppe Cosenza segretario
13 ore fa:Il Palma Green Falcone Borsellino entra nella rete nazionale delle scuole innovative del MIM
12 ore fa:Rossanese, colpo salvezza a Isola Capo Rizzuto: decide Bongiorno
18 ore fa:Corigliano-Rossano, emerge un incunabolo del 1473 negli archivi del Castello: valore storico nazionale
16 ore fa:Incontro Copagri–Regione sull'agricoltura: crediti di carbonio e zootecnia al centro del confronto
12 ore fa:Sibari, nasce “Libri e liberi”: al via il progetto per una Fiera del Libro calabrese
14 ore fa:Cariati celebra il dialetto: al Museo Civico la seconda edizione della Giornata delle Lingue locali
17 ore fa:Sicurezza urbana a Schiavonea: il PD di Co-Ro interviene su integrazione e ruolo delle istituzioni
10 ore fa:Caso liquidazione BSV a Villapiana: Grande (Siamo Villapiana) interviene sul nuovo comitato
11 ore fa:Sepolture e luoghi di culto islamici: da Corigliano-Rossano l’appello ai sindaci

La segreteria Cgil Cosenza contro l'abolizione del Rdc

1 minuti di lettura

COSENZA - Il governo delle Destre, nei giorni scorsi, ha abolito il Reddito di Cittadinanza a 169 mila famiglie, da qui a dicembre toccherà ad altri percettori.

«Cancellare l’erogazione del Reddito di Cittadinanza - spiega la Segreteria Cgil Cosenza -, una misura di protezione sociale che ha dato un valido aiuto a chi ne aveva bisogno salvando dalla disperazione centinaia di migliaia di famiglie, significa punire chi è povero, accanirsi con chi sta male, perseguire chi non riesce a garantire un pasto alla propria famiglia».

«La misura di contrasto alla povertà nel 2023 ha coinvolto in Calabria, - secondo i dati forniti dall’Osservatorio Inps su Reddito e Pensione di Cittadinanza - 184.403 persone: 81.782 nuclei familiari. L’anno precedente erano 230.390, con 101.651 famiglie beneficiarie, mentre nel 2021 ben il 15% dei calabresi era stato raggiunto dal sussidio. La cancellazione del Reddito di Cittadinanza, che in questi anni si è dimostrato, soprattutto qui in Calabria e a Cosenza, un valido strumento capace di arginare il già forte disagio sociale presente, significa castigare i deboli, aumentare il già elevato gap sociale e impoverire le comunità, soprattutto quelle nel Mezzogiorno, rendendole più penetrabili alle “lusinghe” delle organizzazioni criminali».

«Con lo stop all’erogazione del Reddito di Cittadinanza, una misura di civiltà che ha dato dignità alle persone bisognose, il governo delle Destre non fa altro che mettere sul lastrico e mandare allo sbando centinaia di migliaia di famiglie già disperate, scaricando il tutto su sindaci e amministrazioni locali chiamati a governare e a dare risposte a situazioni di disagio sociale senza avere nè strumenti e nè risorse. Ancora una volta il governo delle Destre, a trazione leghista, ha dichiarato guerra a chi sta male colpevolizzando chi è povero, chi è fragile. La cancellazione del reddito di cittadinanza senza fornire una valida e reale alternativa che permetta alle famiglie colpite di poter continuare a soddisfare i bisogni primari, può rivelarsi una vera propria bomba sociale che può scoppiare da un momento all’altro»

«Perciò - concludono - è necessario che il governo delle Destre individui immediatamente le possibili soluzioni che possano cancellare, o quanto meno arginare, un malcontento che potrebbe avere esiti imprevedibili e drammatici per migliaia di famiglie».

 

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.