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Sulla modifica della legge sulla ludopatia c’è che ritira la firma: «Ascoltiamo le istanze calabresi»

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REGGIO CALABRIA -  9 DICEMBRE 2022 – «La modifica alla proposta di Legge regionale sulla Ludopatia nasce dalla necessità di fornire alla Calabria e ai calabresi un nuovo quadro normativo che aggiornasse, di fatto, la Legge del 2018 che in questi anni si era concretamente deregolamentata. Tutto questo puntando, ovviamente, ad un imprescindibile obiettivo: creare una misura normativa massimamente condivisa. Abbiamo verificato con grande spirito di collaborazione che le modifiche proposte dalla maggioranza alla Legge regionale 9/2018 non hanno attecchito nell’humus sociale e politico calabrese e di molte motivazioni espresse, come quella della Conferenza episcopale calabra, ne condividiamo anche timori e perplessità. Pertanto abbiamo deciso di ritirare le nostre firme alla proposta di modifica del quadro normativo».

È quanto dichiarano i capigruppo Giuseppe Graziano (Udc), Francesco De Nisi (Coraggio Italia), Giuseppe Neri (Fratelli d’Italia), Giacomo Pietro Crinò (Forza Azzurri), Giovanni Arruzzolo (Forza Italia) precisando che il testo della proposta di modifica alla legge regionale 9/2018 è un atto dell’intera Maggioranza consiliare sottoscritto e presentato per prassi da tutti i capigruppo della stessa.

 «Lasciare in vigore gli articoli 16 e 54 della Legge Regionale n. 9 del 26 aprile 2018 (“Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della ‘ndrangheta e per la promozione della legalità, dell’economia responsabile e della trasparenza”) così come approvata dal consiglio regionale, senza modificarne il contenuto o emendarne il testo».

Anche in scia con le prese di posizione di tanti, fermo restando la convinta condivisione del contenuto della relazione del consigliere Crinò che indicava le proposte di modifica come «un compromesso tra esigenze delle aziende e tutela dei cittadini» ritirano la firma dalla proposta di legge di modifica delle norme calabresi sulla ludopatia inserita nell’ordine del giorno del prossimo consiglio regionale, in programma il 12 dicembre.

«Riteniamo opportuno - precisano - lasciare in vigore il testo originario delle due norme in modo da intraprendere un serio e particolareggiato approfondimento sull’argomento, magari coinvolgendo in maniera più incisiva tutti gli attori coinvolti». Ad ogni modo, confermando il metodo del dialogo costruttivo nell’interesse dei calabresi, i cinque capigruppo annunciano di «rimettersi alle decisioni che scaturiranno dalla riunione di maggioranza convocata dal presidente Filippo Mancuso per lunedì prossimo prima dell’inizio dei lavori del consiglio regionale».

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia