Corigliano-Rossano, emerge un incunabolo del 1430 negli archivi del Castello: valore storico nazionale
Il ritrovamento dell’incunabolo del 1430 al Castello Ducale di Corigliano-Rossano durante il riordino dell’archivio Compagna. Le caratteristiche storiche del “Rudimenta grammatices” di Niccolò Perotti, il suo valore culturale, l’intervento della Soprintendenza, le fasi del restauro e la futura esposizione al pubblico
CORIGLIANO-ROSSANO – Durante la digitalizzazione dell’Archivio Compagna al Castello Ducale di Corigliano-Rossano è stato rinvenuto un incunabolo del 1430. Il Comune ha attivato le procedure di tutela: il volume sarà restaurato ed esposto al pubblico.
Che il Castello Ducale sia un luogo dal grande fascino che da sempre custodisce arte, storia e cultura in ogni suo minimo dettaglio è innegabile; che potesse ancora stupirci con un ritrovamento di inestimabile valore è stata una piacevole sorpresa.
Ma facciamo un passo indietro, per capire bene di cosa stiamo parlando, ricostruiamo la storia nella sua interezza: Circa un anno fa, durante dei lavori per il riordino e la digitalizzazione dei documenti custoditi all’interno dell’Archivio Compagna, è stata aperta una casetta metallica che proteggeva un volume antico dallo straordinario valore storico e culturale.
La Direttrice del Castello, Agata Febbraro, ci ha rivelato che si tratta di un libro di grammatica latina risalente al Quattrocento, un incunabolo, ovvero uno dei primi libri stampati con la tecnica a caratteri mobili, considerati i primi libri moderni della storia. Ma c’è di più, il testo, datato 1430, è il “Rudimenta grammatices” dell’umanista Niccolò Perotti, allievo di Vittorino da Feltre, considerato uno dei maggiori pedagogisti della storia.
Per far capire l’importanza di questo testo basti pensare che Leonardo Da Vinci usò proprio una copia di questo manuale per imparare il latino.
Gli incunaboli, già di per sé, rappresentano una testimonianza preziosissima della diffusione del sapere in età rinascimentale: si stima che ne siano sopravvissuti circa 450 mila esemplari in tutto il mondo, di cui 110 mila conservati in Italia. Il volume custodito al Castello, non solo è un incunabolo, ma, essendo datato 1430, potrebbe essere proprio una prima edizione di quello che possiamo considerare a tutti gli effetti il primo compendio completo della grammatica latina.
L’Amministrazione comunale ha da subito riconosciuto l’importanza del ritrovamento, avviando le procedure necessarie per la sua tutela e valorizzazione. La Soprintendenza dei beni culturali ha acconsentito al restauro del volume, un intervento fondamentale per garantirne la conservazione nel tempo. Un restauratore si è già recato al Castello e ha scritto la relazione riguardante l'incunabolo, propedeutica all’inizio lavori di conservazione. Si attende ora il via del restauro vero e proprio.
Al termine dei lavori, l’incunabolo sarà esposto al pubblico, in una teca a lui dedicata, permettendo alla comunità e ai visitatori di ammirare una testimonianza unica del patrimonio storico e culturale custodito nel Castello Ducale... e noi non vediamo l'ora che si possa ammirare in tutto il suo splendore.