Experience senza experience: la Rete dei Comuni Sibaritide-Pollino si parla allo specchio da un anno e mezzo
Montesanto: «Riunioni tra incompetenti, zero budget e nessun confronto con chi ha già costruito destinazioni vincenti»
CORIGLIANO-ROSSANO — Un anno e mezzo di riunioni, tavoli tecnici, confronti interni, proposte di nomi e sotto-nomi per la futura destinazione turistica della Sibaritide-Pollino. Ma senza aver ancora compiuto il passaggio decisivo: uscire dall’autoreferenzialità e confrontarsi con chi, altrove, ha già costruito modelli di destinazione di successo, con risultati concreti e misurabili. È questo il nodo che torna centrale dopo l’assemblea della Rete dei Comuni, riunitasi ieri alle Grotte di Sant’Angelo a Cassano Jonio e convocata per l’approvazione dello Statuto. Un indirizzo — quello dell’apertura a esperienze esterne — auspicato proprio ieri anche dalla sindaca di Pietrapaola, Manuela Labonia, da cui ora ci si attende un’iniziativa coerente dentro l’assemblea.
Sul punto abbiamo sentito – non a caso – un figlio di questa terra, della Calabria del nord-est: Lenin Montesanto. Uno che di marketing, destinazioni, naming e branding se ne intende. Più di 25 anni fa ne ha fatto una professione in Calabria. Comunicatore strategico, lobbista, ideatore dei MID e del programma regionale Calabria straordinaria — claim vincente e vendibile coniato nel 2021 proprio da lui. E proprio Montesanto rilancia e rafforza la critica di metodo che ormai sembra palese anche a chi questa materia, ostica quanto delicata, non la mastica. La bocciatura è sonora, immediata: «È il solito vizio – dice - ormai consolidatosi nelle classi di governo calabresi a tutti i livelli: concentrarsi con testa e spesa pubblica sui contenitori invece che sui contenuti».
Basterebbe questo per capire il senso, la direzione verso cui quello “ammasso informe” di amministratori (e loro delegati) sta cercando di andare a sbattere con questa iniziativa. Ad oggi non sense!
«La questione — afferma — è semplice: a cosa può servire continuare a riunirsi tra incompetenti, come ho detto fin dall’esordio di questa iniziativa? Se il progetto parte già dall’ammissione di non avere competenze specifiche o di aver sbagliato strada fino ad oggi, la conseguenza dovrebbe essere una sola: fermarsi, studiare, confrontarsi con best practice e procedere con atti amministrativi conseguenti. Non moltiplicare riunioni, firme e protocolli simbolici.»
Nel mirino anche la corsa al naming della destinazione — con etichette e declinazioni (la famosa “Experience” che ieri è passata di bocca in bocca sul tavolo della Rete dei Comuni) — che, secondo Montesanto, rovescia l’ordine logico del processo.
«Stiamo partendo dal cappello prima di aver costruito la testa. Il nome arriva alla fine, non all’inizio. Senza modello di governance, prodotto turistico integrato, filiera dei servizi e posizionamento competitivo, qualsiasi nome resta vuoto. È marketing cosmetico. Experience senza experience, appunto».
Altro punto critico: l’assenza totale di un ragionamento finanziario condiviso. «C’è un vizio d’origine gravissimo: non si parla mai di budget. Di soldi veri. Chi finanzia cosa? Con quali capitoli? Con quale programmazione pluriennale? Pensano di costruire una destinazione friggendo nell’acqua?» – provoca e incalza. Poi aggiunge: «Mentre si discute di progetto comune, i bilanci dei singoli comuni continuano a prevedere spese scollegate da qualsiasi strategia condivisa.»
La proposta è operativa: co-finanziamento strutturato e vincolante.
«Primo step di coerenza: ridurre sprechi in intrattenimento locale estemporaneo — spesso socio-assistenziale, per non dire clientelare — e destinare una quota, anche minima ma obbligatoria, a un fondo comune di marketing territoriale. Su base demografica, per esempio. Servono delibere e capitoli di bilancio condivisi, non chiacchiere. Da mesi sento riunioni tra incompetenti, ma nessuna proposta di co-finanziamento degli strumenti necessari a riempire di contenuti, metodi, numeri e obiettivi il progetto».
Montesanto insiste poi – e va al vero nodo della questione - sulla necessità del confronto esterno strutturato: «Dobbiamo confrontarci con casi di destinazione di successo — amministratori ed esperti — così da poter mutuare la loro esperienza e applicarla sul territorio. Migliorare efficacia ed efficienza dello strumento Rete dei Comuni significa studiare modelli che hanno già prodotto risultati misurati e misurabili». Del resto il benchmarking non è debolezza: è intelligenza strategica.
Infine, la stoccata sull’assetto decisionale: «Altro errore è pensare di compensare il gap di competenze politiche con la centralità degli uffici tecnici. I sindaci sono eletti e rispondono a un mandato democratico. Gli apparati no. Quando la regia strategica scivola sugli uffici, si produce quella che definisco la dittatura degli uffici tecnici: le classi di governo locali smettono di governare davvero, soprattutto sulle politiche innovative per i turismi».
Il messaggio, insomma, è chiarissimo, lapalissiano quasi: senza apertura a modelli di successo e competenze già validate, la costruzione della destinazione Sibaritide-Pollino rischia di restare un esercizio semantico. Molto naming (inutile), poca destinazione. Molta “experience”, nessuna esperienza. «Non voglio affatto buttare il bambino con l’acqua – questa la chiusa di Montesanto - e quando parlo di incompetenza non voglio offendere nessuno ma solo richiamare alle competenze ed alla meritocrazia, spesso e purtroppo grandi assenti nella governance pubblica alle nostre latitudini».
Anche perché, in fondo, chi come il Sindaco di Corigliano-Rossano ha avuto oltre un anno fa l’idea di avviare un confronto istituzionale e tra sindaci, in merito sulle destinazioni turistiche, è stato bravo a farlo. Oggi deve però prendere atto che continuare con questa litania itinerante – ribadiamo - senza contenuti e visione, soprattutto senza comparazione con altri modelli, equivale a prendere in giro tutti su un tema di sviluppo che invece dovrebbe essere recuperato con urgenza. A chi possiamo guardare? Alla Puglia e – perché no – al Trentino. Che sta aspettando solo noi!