7 ore fa:Co-Ro, da Shakespeare a WhatsApp: il laboratorio di scrittura per giovani con Giorgio Volpe
5 ore fa:Luca Bianchini a Corigliano-Rossano presenta “Le ragazze di Tunisi”
10 ore fa:Dopo Jolina tregua fragile: domenica torna la pioggia sulla Calabria del nord-est
7 ore fa:Harry, Jolina e le colpe dell'uomo: all'Eco in Diretta il processo ad un territorio che non regge più l'impatto climatico
10 ore fa:Cassano entra nella rete nazionale delle Città dell’Olio
7 ore fa:Maracanã Sport - In onda la diciannovesima puntata della trasmissione sportiva
6 ore fa:Corigliano Rossano, raccolta straordinaria di sangue il 22 marzo: appello alla donazione
6 ore fa:Quelle bollette dello Stato che bloccano il fiume
9 ore fa:Calopezzati, Fratelli d’Italia all’attacco: «Dissesto fuori controllo e buco milionario nei tributi»
11 ore fa:Ritorna la Cicogna nera a Bocchigliero: il GRAC rilancia il monitoraggio con webcam sul nido

Nuova sede per il museo di Vaccarizzo Albanese, un autentico scrigno di cultura Arbëreshe

1 minuti di lettura

VACCARIZZO ALBANESE - Inaspettata resurrezione questi giorni della nuova sede del Museo del Costume Arbëreshe voluta dal Sindaco Antonio Pomillo: gli spazi espositivi, curati nel dettaglio, conserveranno al meglio il ricco patrimonio. 

Nella nuova sede, che ho visitato in anteprima accompagnato dall'architetto Antonio Pignataro, l'esposizione permanente verrà riproposta in un allestimento moderno ed efficace.
 
Torna nella memoria l'ambra da sogno in cui sono avvolti questi esempi simbolici di cultura materiale, in rappresentanza dei diversi insediamenti italo-albanesi della Calabria e della Sicilia, i cui abitanti, sospinti dal destino - con il soffio delle sue guance nelle vele delle imbarcazioni cinquecentesche - hanno attraversato il mare in cerca di rifugio in terre cristiane accoglienti.

Dopo un attento restauro, il Palazzo Gigli, al centro del paese, emerge dalla crisalide della sua antica veste di sede comunale, agitando ali di tessuti pregiati, come fosse una grande acquila bizantina bicefale che vola in alto, a festoni, sotto la volta chiara cesellata dallo zaffiro più lucente, sovrastando le colline di Vaccarizzo Albanese.

Presto - nella 40º Rassegna estiva annuale del Costume Arbëreshe - l'abito regale stesso, come elemento identitario, scenderà in piazza a passo di canti e danze e dispiegherà le sue ali di mito e leggenda sopra le strade chiazzate dal sole e nei vicoli freschi, proiettando attorno arcobaleni di fiamma viva: ombre di merletti inamidati, farfalle nere con ricami gialli e rossi svolazzanti nell'aria, sprazzi d'oro e sfumature di colori senza pari (come il rosa-viola autoctono), illuminando con la felicità sospesa dei dolci istanti questo spazi ameni tra il Mar Jonio e le grandi foreste dell'altipiano silano.

Una testimonianza della gloria e della bellezza (bukuria) di una cultura meravigliosa.

Elia Hagi
Autore: Elia Hagi

Studia a Roma filosofia e teologia e comunicazioni sociali e oggi svolge a Vaccarizzo Albanese il suo ministero sacerdotale. Diventato sommelier, segue con passione la rinascita del vino calabrese con un particolare interesse rivolto ai vini identitari Arbëreshë.