9 ore fa:Alberi mutilati in nome della sicurezza? La capitozzatura è vietata e va fermata
12 ore fa:Castrovillari, il 6 gennaio la 29^ Befana del Poliziotto: una giornata di festa, riflessione e solidarietà
8 ore fa:Coldiretti e Unaprol sul raddoppio import olio tunisino a dazio zero: «Grave danno per la Calabria»
14 ore fa:Rossanese, scossa sul mercato: il nome caldo è quello di Le Piane
15 ore fa:San Morello isolata da una settimana: la frana che cancella un paese e lascia sola una comunità
13 ore fa:Co-Ro, ultima domenica di “Natale in Strada”: festa, giochi e sorrisi su Via Nazionale
11 ore fa:Sorical comunica nuovo guasto agli impianti di Trionto: il Comune di Co-Ro procederà (nuovamente) per vie legali
9 ore fa:Corigliano Rossano, prima vittoria e speranza salvezza accesa nel derby
16 ore fa:A Co-Ro il centro storico profuma di tradizione: torna la Sagra della Grispella
10 ore fa:Sanità in Calabria, Cgil Cosenza: «Basta proteste isolate serve un fronte comune»

Nuova sede per il museo di Vaccarizzo Albanese, un autentico scrigno di cultura Arbëreshe

1 minuti di lettura

VACCARIZZO ALBANESE - Inaspettata resurrezione questi giorni della nuova sede del Museo del Costume Arbëreshe voluta dal Sindaco Antonio Pomillo: gli spazi espositivi, curati nel dettaglio, conserveranno al meglio il ricco patrimonio. 

Nella nuova sede, che ho visitato in anteprima accompagnato dall'architetto Antonio Pignataro, l'esposizione permanente verrà riproposta in un allestimento moderno ed efficace.
 
Torna nella memoria l'ambra da sogno in cui sono avvolti questi esempi simbolici di cultura materiale, in rappresentanza dei diversi insediamenti italo-albanesi della Calabria e della Sicilia, i cui abitanti, sospinti dal destino - con il soffio delle sue guance nelle vele delle imbarcazioni cinquecentesche - hanno attraversato il mare in cerca di rifugio in terre cristiane accoglienti.

Dopo un attento restauro, il Palazzo Gigli, al centro del paese, emerge dalla crisalide della sua antica veste di sede comunale, agitando ali di tessuti pregiati, come fosse una grande acquila bizantina bicefale che vola in alto, a festoni, sotto la volta chiara cesellata dallo zaffiro più lucente, sovrastando le colline di Vaccarizzo Albanese.

Presto - nella 40º Rassegna estiva annuale del Costume Arbëreshe - l'abito regale stesso, come elemento identitario, scenderà in piazza a passo di canti e danze e dispiegherà le sue ali di mito e leggenda sopra le strade chiazzate dal sole e nei vicoli freschi, proiettando attorno arcobaleni di fiamma viva: ombre di merletti inamidati, farfalle nere con ricami gialli e rossi svolazzanti nell'aria, sprazzi d'oro e sfumature di colori senza pari (come il rosa-viola autoctono), illuminando con la felicità sospesa dei dolci istanti questo spazi ameni tra il Mar Jonio e le grandi foreste dell'altipiano silano.

Una testimonianza della gloria e della bellezza (bukuria) di una cultura meravigliosa.

Elia Hagi
Autore: Elia Hagi

Studia a Roma filosofia e teologia e comunicazioni sociali e oggi svolge a Vaccarizzo Albanese il suo ministero sacerdotale. Diventato sommelier, segue con passione la rinascita del vino calabrese con un particolare interesse rivolto ai vini identitari Arbëreshë.