8 ore fa:Sanità di prossimità, a Trebisacce da oggi attiva l’Aggregazione Funzionale Territoriale Alto Ionio 1
9 ore fa:Saracena, il 2025 delle scelte: identità, cultura e territorio per diventare destinazione esperienziale
9 ore fa:Sorical, Rosellina Madeo (Pd): «La Regione istituisca una commissione di inchiesta»
12 ore fa:A Vaccarizzo si custodiscono le radici per costruire il futuro: Ecco il bilancio di fine anno del sindaco
7 ore fa:A Rocca Imperiale arriva The Circus of Angels: tre giorni di spettacolo, gusto ed emozioni
10 ore fa:Vigilanza armata all’ASP di Cosenza: turni massacranti, trasferte punitive e diritti calpestati
11 ore fa:Nel 2025 erogati quasi 400 milioni di euro agli agricoltori calabresi
11 ore fa:Agricoltura, duro attacco di Tridico a Gallo: «Milioni spesi per mancette e festicciole»
7 ore fa:Scorateddi, quel dolce che racconta la Magna Grecia
10 ore fa:Co-Ro, al Villaggio Frassa torna la Tombola della Befana

Nuova sede per il museo di Vaccarizzo Albanese, un autentico scrigno di cultura Arbëreshe

1 minuti di lettura

VACCARIZZO ALBANESE - Inaspettata resurrezione questi giorni della nuova sede del Museo del Costume Arbëreshe voluta dal Sindaco Antonio Pomillo: gli spazi espositivi, curati nel dettaglio, conserveranno al meglio il ricco patrimonio. 

Nella nuova sede, che ho visitato in anteprima accompagnato dall'architetto Antonio Pignataro, l'esposizione permanente verrà riproposta in un allestimento moderno ed efficace.
 
Torna nella memoria l'ambra da sogno in cui sono avvolti questi esempi simbolici di cultura materiale, in rappresentanza dei diversi insediamenti italo-albanesi della Calabria e della Sicilia, i cui abitanti, sospinti dal destino - con il soffio delle sue guance nelle vele delle imbarcazioni cinquecentesche - hanno attraversato il mare in cerca di rifugio in terre cristiane accoglienti.

Dopo un attento restauro, il Palazzo Gigli, al centro del paese, emerge dalla crisalide della sua antica veste di sede comunale, agitando ali di tessuti pregiati, come fosse una grande acquila bizantina bicefale che vola in alto, a festoni, sotto la volta chiara cesellata dallo zaffiro più lucente, sovrastando le colline di Vaccarizzo Albanese.

Presto - nella 40º Rassegna estiva annuale del Costume Arbëreshe - l'abito regale stesso, come elemento identitario, scenderà in piazza a passo di canti e danze e dispiegherà le sue ali di mito e leggenda sopra le strade chiazzate dal sole e nei vicoli freschi, proiettando attorno arcobaleni di fiamma viva: ombre di merletti inamidati, farfalle nere con ricami gialli e rossi svolazzanti nell'aria, sprazzi d'oro e sfumature di colori senza pari (come il rosa-viola autoctono), illuminando con la felicità sospesa dei dolci istanti questo spazi ameni tra il Mar Jonio e le grandi foreste dell'altipiano silano.

Una testimonianza della gloria e della bellezza (bukuria) di una cultura meravigliosa.

Elia Hagi
Autore: Elia Hagi

Studia a Roma filosofia e teologia e comunicazioni sociali e oggi svolge a Vaccarizzo Albanese il suo ministero sacerdotale. Diventato sommelier, segue con passione la rinascita del vino calabrese con un particolare interesse rivolto ai vini identitari Arbëreshë.