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Luigi Minnicelli, il carbonaro rossanese protagonista nell’impresa dei Mille

3 minuti di lettura

Luigi Minnicelli si imbarcò a Quarto il 5 maggio 1860 dopo che a Genova ebbe ad incontrare Domenico Mauro, al quale era stato affidato dagli stessi fratelli Toscano, ricevendone ogni forma di protezione e suggerimenti. Sbarcò insieme al generale Garibaldi in quel di Marsala l’11 maggio 1860.

Fu presente, eroicamente, in tutte le operazioni belliche da Calatafimi al Volturno contro i borboni. A Calatafimi, dove venne ferito e fatto prigioniero rischiando la fucilazione, si batté con valore insieme ad altri eroi come il generale Vincenzo Giordano Orsini, il colonnello Benedetto Cairoli, l’Anfossi, Giacinto Carini, Nino Bixio. 

Il 26 maggio, insieme a La Masa, si trovò ad affrontare il nemico sulle colline di Gibilrossa. 
Prese parte, con il comandante Missori, alla difficile iniziativa di Porta Termini a Palermo. In piena estate, nel mese di luglio, per le sue prodezze al comando di un gruppo di garibaldini si fece notare a Milazzo e poi nel Volturno nello scontro a fuoco di Villa Gualtieri, azione nella quale venne ferito rischiando ancora una volta di essere catturato se non fosse intervenuta una squadra di supporto.

Il suo valore e le sue azioni indussero il generale Giuseppe Garibaldi, nonostante le sue povere competenze culturali a nominarlo, per merito di guerra, prima sergente e successivamente Ufficiale de “I Mille”, con il grado di sottotenente in quanto, come riportato da Gioventù Calabrese fu una «Fulgida e splendida figura della gloriosa e fatidica schiera dei Mille… Prode soldato, avanzo della leggendaria schiera garibaldina…».

Dopo la conclusione delle ostilità e l’avvenuta Unità d’Italia ritornò a Rossano dove imbracciò nuovamente le armi della Guardia Nazionale. Anche in questo caso, insieme a Saverio Toscano, si fece notare nella repressione finalizzata a sradicare le numerose bande armate di briganti che tenevano sotto scacco il territorio. 

 A conclusione questa ulteriore esperienza rimase nella sua Rossano a condurre vita da pensionato portandosi avanti con il vitalizio pensionistico toccato a coloro che avevano preso parte all’impresa dei Mille. 

Le sue vacillanti e cagionevoli condizioni di salute lo costrinsero a condurre una vita decisamente familiare insieme alla compagna di Rossano, ma circondato dall’ammirazione unanime della città che ne ha sempre apprezzato le gesta e i singolari pregi.

Qualche anno dopo, per la precisione il 30 maggio 1864, ricevette l’autorizzazione di potersi fregiare della medaglia commemorativa dei Mille, istituita dal Comune di Palermo il 21 giugno 1860, su cui era scritto “Ai prodi cui fu duce Garibaldi”.

 All’età di 76 anni cessò di vivere nella sua Rossano, senza il conforto dei figli, ma compianto dai sui concittadini e dall’intera città presente ai funerali con le massime autorità civili, militari e religiose che partendo da Porta Cappuccini, dove si tenne il plauso funebre, lo accompagnarono in corteo tributandogli l’ultimo saluto. 

A perenne memoria, la Città di Rossano, il 20 settembre 1911, lo ricordò, insieme agli altri patrioti del 1848 Saverio e Gaetano Toscano, Domenico Palopoli e Antonio Morici, in una lapide di marmo posta sulla parete d’ingresso del vecchio Municipio di palazzo San Bernardino, e successivamente gli dedicò una via. 

Bibliografia
▪ Franco Emilio Carlino, in Dizionario biografico della Calabria contemporanea, a cura di Pantaleone Sergi, ICSAIC 2022 – 5, [https://www.icsaicstoria.it/minnicelli-luigi/];   
▪ Francesco Mordenti, Saverio dei Baroni Toscano-Mandatoriccio. Cenni storici e biografici, Tipografia della Camera dei Deputati, Roma 1883;
▪ Francesco Graziani, Luigi Minnicelli, «Gioventù calabrese» (Rossano), gennaio 1904 in (http://anticabibliotecacoriglianorossano.it/wp-content/uploads/2021/02/);
▪ Pietro Camardella, I Calabresi della spedizione dei Mille: monografia storica illustrata, Officine Grafiche, Ortona a Mare 1910 (poi Accademia Cosentina, Cosenza 1976);
▪ Alfredo Gradilone Storia di Rossano, Editrice Mit, II ed., Cosenza 1967;
▪ Francesco. Gallo, I grandi medici calabresi da Alcmeone a Dulbecco, Imprimitur, Padova 2013;
▪ Amerigo Minnicelli, La parte di Luigi Minnicelli nell’impresa dei Mille, Palazzo Rizzuti, Università
Popolare, Rossano 11 ottobre 2003;
▪ Franco Emilio Carlino, L’Università Popolare di Rossano – Le Opere e i Giorni (1979-2014), Università “Ida Montalti Sapia” Rossano febbraio 2015;
▪ Franco Emilio Carlino, Mandatoriccio Storia di un Feudo, Imago Artis, Rossano 2016, pp. 168, Minnicelli, Luigi | https://www.icsaicstoria.it/minnicelli-luigi/
▪ Franco Emilio Carlino, I Toscano Patrizi Rossanesi – Storia, genealogia e feudalità, Pellegrini, Cosenza 2020;
▪ Archivio Privato Minnicelli per la concessione della foto.

Per leggere la prima parte della biografia intitolata "Luigi Minnicelli, il carbonaro rossanese votato alla ricerca della libertà", clicca qui

Franco Emilio Carlino
Autore: Franco Emilio Carlino

Nasce nel 1950 a Mandatoriccio. Storico e documentarista è componente dell’Università Popolare di Rossano, socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e socio corrispondente Accademia Cosentina. Numerosi i saggi dedicati a Mandatoriccio e a Rossano. Docente di Ed. Tecnica nella Scuola Media si impegna negli OO. CC. della Scuola ricoprendo la carica di Presidente del Distretto Scolastico n° 26 di Rossano e di componente nella Giunta Esecutiva. del Cons. Scol. Provinciale di Cosenza. Iscritto all’UCIIM svolge la funzione di Presidente della Sez. di Mirto-Rossano e di Presidente Provinciale di Cosenza, fondando le Sezioni di: Cassano, S.Marco Argentano e Lungro. Collabora con numerose testate, locali e nazionali occupandosi di temi legati alla scuola. Oggi in quiescenza coltiva la passione della ricerca storica e genealogica e si dedica allo studio delle tradizioni facendo ricorso anche alla terminologia dialettale, ulteriore fonte per la ricerca demologica e linguistica