9 ore fa:Di scioperi... anzi no, di protesta, rassegnazione e apatia
13 ore fa:Carte in Dimora, a Corigliano-Rossano apre le porte il Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli
11 ore fa:Frascineto aderisce a "La Mela di AISM": domenica 4 ottobre banchetto solidale al Municipio per la ricerca sulla sclerosi multipla
10 ore fa:Premio Vincenzo Valente, torna il concorso nazionale dedicato alle scuole: elaborati entro il 28 novembre
12 ore fa:Saracena, il turismo esperienziale conquista l'autunno: al via la nuova edizione de “La Vallata delle Zucche”
8 ore fa:I Borghi del Bocconotto, Mormanno porta in Puglia la tradizione calabrese
10 ore fa:Blitz Quotidiano racconta l'impresa Amarelli tra leadership femminile e innovazione
9 ore fa:La plastica resta nelle case: il sistema di riciclo si è inceppato. A Corigliano-Rossano a rischio anche il turno di giovedì
11 ore fa:Caro energia e rigenerazione ex Enel, l'affondo di Rifondazione Comunista: «Governo e Regione trascurano il nord-est calabrese»
8 ore fa:Cassano Jonio, al via le Consulte comunali: pubblicato l’avviso per partecipare

Megaliti misteriosi: alla scoperta dei Giganti di Pietra dell'Incavallicata di Campana

2 minuti di lettura

Torniamo a viaggiare tra le meraviglie della Calabria del nord-est grazie alla rubrica che per tutta l’estate, ogni domenica, ci porterà alla scoperta dei Marcatori Identitari Distintivi presenti sul nostro territorio. Questa settimana vi racconteremo uno dei siti più misteriosi e affascinanti del nostro territorio: i Giganti di Pietra di Campana.

Monumento che negli anni ha attirato l'attenzione di molti studiosi e televisioni nazionali, i Giganti di Pietra di Campana sono due enormi sculture realizzate in pietra locale che si trovano in località Incavallicata. Le statue, riscoperte da pochi anni, erano già note in passato, come riportato in uno scritto del '600 il vescovo Francesco Marino, il quale definisce una delle sculture "il gran colosso caduto al suolo a causa dei terremoti" e in una Mappa della Calabria del 1603, dove Incavallicata è definita il "Cozzo dei Giganti". Del Gran Colosso oggi resta poco più del basamento dalla forma indefinita, mentre è ben definita la statua dell'Elefante di Pietra. In molti hanno cercato di trovare una risposta riguardo la creazione dei megaliti situati a poca distanza dal centro abitato di Campana e molte sono le ipotesi sulla loro origine, anche se attualmente non è stata data una risposta certa, ed è ancora in fase di studio la datazione e la natura delle statue. Una delle principali teorie afferma che le due statue siano state realizzate al tempo della venuta in Italia di Pirro, che fu il primo a portare gli elefanti in Calabria. Un’altra sostiene che le statue siano delle sculture preistoriche e che la statua dell'elefante ritrae un elephas antiquus, pachiderma vissuto verso la fine del pleistocene anche nel sud Italia, come attestano i ritrovamenti effettuati nell'area del Pollino nel Comune di Rotonda*.

Alti 5 e 7 metri, i due giganti di Campana potrebbero rappresentare – se le ipotesi venissero confermate - il caso archeologico più antico al mondo. Un mistero che affonda le radici nel Neolitico e suggerirebbe l’eclatante scoperta dei primi scultori del continente. Dietro ai megaliti di arenaria raffiguranti l’elefante dalle lunghe zanne cavalcato da un uomo e il Ciclope o Guerriero seduto in trono potrebbe esserci la straordinaria abilità di una civiltà antica, ancora non identificata, capace di modellare la pietra. Le colossali sculture litiche sono comunque uniche e straordinarie e non avrebbero eguali per maestosità. Sulla loro origine e natura sono state espresse tesi diverse. Quella più affascinante, avvalorata anche dal rinvenimento da parte della Sovrintendenza della Calabria nel 2017, sulle sponde del Lago Cecita in Sila, a 20 chilometri in linea d’aria dal sito in questione dell’Incavallicata, il fossile completo (con zanne e corpo intatti) di un Elephas Antiquus (MID/Elephas Antiquus), specie estintasi circa 11.000 anni fa, e di suppellettili di uomini delle caverne rinvenuti nel territorio, è quella dell’architetto Domenico Canino che appunto le fa risalire ai popoli italici della fine del Paleolitico **.

* calabriastraordinaria.it

** Proposta ufficiale di Mappatura dei Marcatori Identitari della Calabria depositata alla Regione Calabria

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.