38 minuti fa:Calopezzati, erosione costiera: scontro politico su lungomare e fondi
5 ore fa: Castrovillari, Noi Moderati attacca: «Ritardo ingiustificato sui contratti TIS»
2 ore fa:Poste di Lauropoli, lavori ripartiti: cantiere in corso e nuova scadenza al 28 maggio
1 ora fa:Ponte Longobucco, Elisa Scutellà (M5S): «Nessun passo indietro rispetto agli impegni assunti da ANAS»
4 ore fa: Salgemma Lungro Festival, terzo patrocinio consecutivo dalla Fondazione Italia Patria della Bellezza
2 ore fa: Rottamazione cartelle nel caos: «Immobilismo, omissioni e responsabilità politiche evidenti»
1 ora fa:Calabria, fondi “Dopo di Noi” da sbloccare: 3 milioni a rischio, scadenza 31 maggio per gli Ambiti
4 ore fa:Dalla Svizzera alla Calabria con un drone: Antonello Laffusa racconta l’anima autentica della sua terra
3 ore fa: “Terra Rossa”: il ritorno di Ylenia Lucisano tra radici e identità della sua Rossano
3 ore fa:Vini d’Abbazia conquista la Calabria: successo e grande entusiasmo all’Abbazia della Matina

L'attesa è finita: a Sibari lo scavo in pubblico del ritrovamento di due lamine d'oro a Favella di Corigliano-Rossano

1 minuti di lettura

CASSANO JONIO – C’è grande attesa ed altrettanta curiosità per l’evento del 30 marzo, “Mnemosyne: la memoria e la salvezza”, durante il quale il Museo Nazionale archeologico della Sibaritide ed il Parco del Cavallo apriranno le porte ai visitatori gratuitamente per la presentazione di un’interessante, nuova scoperta.

Scoperta che la Soprintendente Abap di Cosenza, Paola Aurino, e il direttore, Filippo Demma, presenteranno nel corso della conferenza stampa di domani alla presenza anche del Governatore della Calabria, Roberto Occhiuto.

Ad anticipare la novità ci ha pensato Repubblica questa mattina, riportando la notizia di un importante ritrovamento avvenuto nei pressi dell’antica città di Sibari: «Due piccoli frammenti d'oro accartocciati che tanto possono dirci su come, nell'antichità, i nostri antenati pensavano di raggiungere la vita eterna. Le lamine auree in questione, iscritte con lettere maiuscole dell'alfabeto greco, sono state ritrovate a Sibari, nell'antica necropoli di Thurii, colonia greca del V secolo a.C., durante lo scavo di una tomba».

Filippo Demma

Il ritrovamento è piuttosto recente e sarà protagonista di un avvenimento eccezionale: le operazioni di microscavo in laboratorio, effettuate dall’antropologo con strumenti all'avanguardia, e l'immediato restauro di quanto si scopre, avverranno alla presenza dei visitatori.

«Le iscrizioni non sono state ancora lette», racconta Filippo Demma, direttore del Parco di Sibari a Repubblica. «Faremo tutto in pubblico: la mattina ci saranno le visite per le scuole, il pomeriggio poi il laboratorio è aperto a tutti, come se fosse un museo».

La sepoltura è stata rinvenuta un anno fa ed è conosciuta come Tomba 22.1 di Favella. Subito dopo il ritrovamento è stata trasportata in laboratorio ed ora verrà studiata ed esaminata in pubblico. Un progetto particolare ed unico che assegna alla Calabria un primato in Italia.

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.