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San Clemente, il patrono di Paludi sepolto a Roma vicino il Colosseo

2 minuti di lettura

PALUDI - Sapevate che esiste una leggenda che riguarda San Clemente? E che è sepolto a Roma vicino il Colosseo? Oggi, 23 novembre, ricorre la memoria del patrono di Paludi, San Clemente (Romano), che fu uno dei primi papi martiri della storia della chiesa. Per l’occasione il comune di Paludi ha celebrato stamattina la messa solenne in onore del Santo ed a seguire la processione per le vie del borgo. Alle ore 18.00 la santa messa e dalle ore 20.00 di stasera si terrà in piazza una serata gastronomica seguita dal tradizionale “Cavall’e Focu” e dai fuochi d’artificio.

La storia

Della sua vita si sa molto poco. Gli studi più recenti sembrano confermare la sua discendenza da una famiglia di origine ebraica. Nacque intorno all'anno 30 d.c. a Roma da genitori oriundi della Palestina. Trascorse la giovinezza nella più fedele osservanza della religione paterna, ma quando l'apostolo Pietro arrivò a Roma a portare la parola del Vangelo, fu tra i suoi primi discepoli e ben presto si distinse per fedeltà e integrità morale. Più tardi l'Apostolo lo consacrò sacerdote per averlo come compagno nel sacro ministero. Dopo la morte di Pietro, i cristiani lo volevano innalzare subito alla dignità papale, ma egli non volle, ritenendosi indegno di tale onore. Fece quindi cadere l'elezione prima su Lino, poi su Cleto. Quando la vita di questo ultimo venne troncata dalla persecuzione, Clemente fu costretto ad accettare l'onerosa carica.

Fu papa zelantissimo, oratore e scrittore: a lui dobbiamo i preziosi atti di tanti gloriosi martiri, avendo egli ordinato a sette notai di raccoglierli per iscritto. Secondo una leggenda, riportata negli Acta Sanctorum, durante l’impero di Traiano (98-117) Papa Clemente fu condannato all’esilio in Crimea e costretto ai lavori forzati nelle miniere. Il suo fervore missionario tra i soldati e i compagni di prigionia fu proprio una delle cause che lo portarono al martirio. I romani gli legarono un’ancora al collo, gettandolo nel Mar Nero. Qualche tempo dopo le acque si ritrassero rivelando una tomba costruita dagli angeli, che avevano recuperato il corpo di San Clemente, dandogli una degna sepoltura in una piccola isola. Da allora in poi, una volta all’anno, per un miracoloso ritirarsi del mare, questa tomba riappariva all’intera popolazione. Ed è proprio in una di queste occasioni - narra ancora la leggenda - un bambino fu inghiottito dall’ondata del mare, ma solo per essere ritrovato l’anno successivo sano e salvo nella tomba sommersa nell’acqua.

Questo racconto ebbe un tale successo da indurre, 700 anni più tardi, i Santi Cirillo e Metodio - gli apostoli Slavi - ad intraprendere la ricerca del corpo di San Clemente nella regione del Mar Nero. Durante il soggiorno a Cherson (Crimea) nell’860-861, Cirillo aveva ritrovato in una piccola isola le reliquie che egli credette di papa Clemente con l’ancora utilizzata per il martirio. Recuperato il corpo di Clemente, i due fratelli, sotto invito di Papa Nicola, portarono le sue spoglie nella città di Roma. La Chiesa celebra la sua memoria il 23 novembre, data nella quale avvenne la sepoltura del santo nella città eterna, nella Chiesa di San Clemente, che si trova a circa 300 metri dal Colosseo.

(Fonte paludi è - paluri è)

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

25 anni. Laureata in scienze della comunicazione. Laureanda magistrale in comunicazione e tecnologie dell’informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia