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Amedeo Fusco racconta Frida Kahlo: «È ritorno alle origini teatrali»

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SCALA COELI - Dopo quattordici anni, Amadeo Fusco, uomo di arte e di cultura, torna a teatro con lo spettacolo ”Amedeo Fusco racconta Frida Kahlo”. Fusco annuncia così il suo ritorno:«Dopo 14 anni ritorno al teatro. Da un certo momento in poi, infatti, mi sono occupato di arte e quindi ho cominciato ad organizzare mostre e tra queste ho organizzato diverse manifestazioni dedicate a Frida Kahlo, la quale mi ha portato in Messico, a casa sua ed a rioccuparmi di nuovo di teatro. Per questo, il mio spettacolo si intitola ”Amedeo Fusco racconta Frida Kahlo”, e si terrà nella Cava Gonfalone, sotto la città di Ragusa, il prossimo 24 luglio, giorno in cui ricorre il compleanno di mia madre che, purtroppo, non c’è più. Naturalmente, siete tutti invitati a partecipare a questo evento che per me -conclude - è un segno di rivalsa, di rinascita; un riappropriarmi della mia vita». 

Scritto da Amedeo e con Amedeo, lo spettacolo vedrà la partecipazione di Dario Adamo e StraNia mentre per la grafica e le ricerche, Fusco, si è affidato a Isabella Maria B. Precederà la piéce teatrale, una visita guidata della Cava Gofalone, in collaborazione con Cai e Args. Le riprese saranno di Marcello Digrandi.

Fusco sta quindi allestendo un vero teatro Ipogeo, nelle viscere di una Ragusa da riscoprire, con l’eclettico “Cico” (tanta è la somiglianza con l’amico messicano di Zagor, il fumetto!) e probabilmente, anche nel suo sangue scorre qualcosa di quel luogo dove vive Mēxitli, nome della divinità della guerra degli Aztechi, dal quale sembrerebbe derivi il nome Messico.

Lo spettacolo verrà replicato in tutta Italia e noi, naturalmente, lo aspettiamo in Calabria ed anche nel luogo che lo ha visto nascere e crescere, Scala Coeli: un’altra sua passione, l’eterno motivo della sua vita affettiva. 

Non possiamo però parlare di un suo ritorno alla terra natìa: da qui, infatti, non se n'è mai andato. L'artista si può trovare negli occhi orgogliosi dei compaesani, e dei calabresi tutti che acquisiscono onore e lustro dalle sue opere che non conoscono limiti geografici. 

Virginia Diaco
Autore: Virginia Diaco

Studio materie umanistiche e amo scrivere. Ho ricevuto diversi riconoscimenti in ambito letterario, tra cui il V Premio Internazionale di poesia “Giovanni Bertacchi” con la poesia “Preghiera alla vita che toglie vita” e la Menzione della Giuria nella prima edizione del Concorso Letterario Internazionale “Il Viaggio” con la poesia “Consumato negli occhi”. Attraverso le parole esprimo il mio mondo, grazie ad esse conosco quello altrui. Lo scopo più forte che sento di avere è quello di rendere giustizia - quanto più possibile - alla bellezza, all’arte e alle vulnerabilità sociali.