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Arte contemporanea sui monti dell’Aspromonte: il Musaba incanta tutti

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CALABRIA - Trasformare i ruderi di un antico complesso monastico del X secolo in un museo di arte contemporanea all’aperto? Sì, si può. Merito di due artisti, Nik Spatari e Hiske Maas, che nel 1969 decisero di trasformare un angolo nascosto dalla fitta vegetazione dell’Aspromonte in uno dei posti più intriganti dell’intera Calabria.

Il Musaba di Mammola (acronimo di Museo di Santa Barbara) è in provincia di Reggio Calabria e rappresenta la perfetta fusione tra arte, architettura e paesaggio. Spatari, sordo dall’età di 11 anni, divenne presto pittore, scultore e architetto di fama internazionale. A Parigi collaborò con artisti del calibro di Picasso, Le Corbusier e Sartre. Mass, artista anticonformista, lasciò a 18 anni la famiglia per girare il mondo e cercare la sua identità.  Si incontrano a Parigi nel 1963 e da allora non si lasciano più. Nel 1969 stanchi di Milano dove vivano si trasferiscono a Mammola.

Con una grande mostra nel 1971 adibirono le antiche rovine del complesso a spazio espositivo. Trasformarono pertanto un luogo abbandonato e pieno di macerie in un museo colorato a cielo aperto, riciclando i materiali del territorio. Il Museo di Santa Barbara ospita tantissime opere realizzate negli anni ‘80 da Nick Spatari e artisti internazionali. Tra le sculture site-specific sparse nel parco ci sono “Fountain” dell’artista taiwanese Jin Jong Chen, la “Donna Fontana” realizzata nel 1987 da Stevie Kerwin. L’ opera di Nick Spatari che forse più di altre è fra le più ammirate è “La Cappella Sistina calabrese.

 

Nik Spatari, inoltre, organizza delle attività formative stimolando la creatività dei giovani artisti provenienti da tutto il mondo. I ragazzi possono partecipare a corsi e stage di mosaico e architettura, lavorare fianco a fianco con l’artista e partecipare all’evoluzione del progetto del Musaba. All’interno del chiostro ci sono 1000 metri quadrati di mosaici monumentali in progress. Un’infinità di tasselli colorati che danno vita a scene del Vecchio e del Nuovo Testamento. Al centro, l’artista calabrese ha realizzato la scultura “L’ombra della Sera”, un omone di ferro alto 15 metri che si allunga verso il cielo, incatenato tra i cavi di acciaio che lo sorreggono per non farlo precipitare. 

(Fonte enjoycalabria, foto musaba, foto reggio-calabria) 

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia