2 ore fa:Si perde cercando funghi in Sila: ritrovato un uomo di 76 anni, l’allarme dato dal figlio
59 minuti fa:Greco alla Leopolda: «Al Sud le risorse che spettano». E chiede a Renzi un evento in Calabria
1 ora fa:San Lorenzo del Vallo sostiene la ricerca: la Pro Loco in campo contro la sclerosi multipla
6 ore fa:Tumore al seno, l’appello dei professionisti sanitari: «Non rimandate i controlli»
9 minuti fa:Rossanese, doccia fredda al 90’: l’Isola Capo Rizzuto agguanta il pari
4 ore fa:Nuovi Lea, Brutto: «In Calabria le prestazioni non restino sulla carta»
3 ore fa:Cassano, nasce Crisalide: dalla storia di Filomena una rete per le donne che affrontano il tumore
7 ore fa:Memorial Avalle, Rossano vince al tie-break e vola in finale: oggi la sfida con Tirana
5 ore fa:Sibari-Milano, il Frecciarossa può sfidare davvero l’aereo: dal Nord-Est la partita si gioca sul “porta a porta”
5 ore fa:Caro gasolio, Borrelli: «I 15 milioni non finiscano alle grandi aziende. Priorità ai piccoli agricoltori»

L'appello del Movimento del Territorio: «Non lasciamo che il patrimonio culturale sibarita venga perduto»

2 minuti di lettura

CORIGLIANO ROSSANO - La Magna Grecia è un luogo di storia e di cultura. Una storia lunga oltre duemila anni e di cui oggi si conservano quelli che sono i resti di una civiltà che ha segnato la cultura del mediterraneo. Un patrimonio fondamentale per chi abita in questa antica frazione geografica. «Un patrimonio – scrive Marika Fuoco del Movimento del Territorio con Pasqualina Straface - bello in ciò che era e affascinante in ciò che resta, che dovrebbe costituire l'essenza di noi cittadini calabresi. Ogni sguardo verso il futuro deve tendere un gancio al passato, perché nessun avvenire può reggersi su una storia dimenticata. Nell'area sibarita, dove – ritengo – la cultura geo-sociale subisca pesantissime violenze, prima fra tutte, probabilmente, la stessa dimenticanza, occorrerebbe dare vita ad un vero e proprio "centro studi del mediterraneo"».

Si tratta di un progetto che ricomprenda a trecentosessanta gradi luoghi, reperti, costumi, idiomi, racconti e personaggi di un tempo. L'Università della Calabria, che sta brillantemente affermandosi sullo scenario nazionale e potrebbe trovare proprio nella nostra zona un'appendice utile e preziosa.

SVILUPPO ATTRAVERSO IL PATRIMONIO MILLENARIO

«L'idea di un dipartimento complementare, o di una sede periferica, nella nostra zona, non può che essere uno strumento a doppia efficacia che consentirebbe all'ateneo cosentino di sviluppare i percorsi tirocinari in un luogo pratico e didatticamente già predisposto; Al territorio sibarita, dall'altro lato, produrrebbe uno sviluppo economico oltreché sociale. Corigliano-Rossano, Sibari, Cassano e tutti gli altri comuni del comprensorio sono luoghi di forte interesse. A questi si aggiungono i paesi di origine albanese, che, con la loro storia, conservano un forte legame che si trasmette da secoli. Quindi come non pensare all'idea di far conoscere le varie culture antiche, a cominciare proprio da quella ellenica, per finire a quelle di due secoli fa, se non attraverso una divulgazione che arrivi a tutti? Tutti potrebbero scoprire l'essenza della nostra terra non soltanto tramite gli studi accademici o la più semplice didattica scolastica, ma anche attraverso le rappresentazioni teatrali che imprimono un messaggio più forte e più diretto».

I CENTRI STORICI

Marika Fuoco non dimentica, infine, i borghi antichi: «Di centri storici ne abbiamo a bizzeffe, antichi quartieri sottoposti, oramai, al degrado e alla noncuranza, quando potrebbero rifiorire ed assurgere a portavoci di cultura e di bellezza. Così come gli anfiteatri, che molto spesso sono stati costruiti con l'idea di mettere quattro pietre, l'una sopra l'altra, ma che, nei fatti, stanno venendo giù frammento dopo frammento. Questo succede quando si progetta un qualcosa senza logica, senza pensare a come impiegarla nel tempo. Un progetto deve camminare per decenni. Non deve fermarsi alla realizzazione dell'opera, ammesso che ci arrivi! Auspico che il prossimo consiglio regionale recepisca questa istanza e che si muova, fra l'altro, sul binario di ridare alla sibaritide la giusta importanza, e che vengano in essere progetti concreti e fattivi che coinvolgano scuole e società civile, istituzioni e turisti. Non lasciamo che questo patrimonio venga perduto».

Josef Platarota
Autore: Josef Platarota

Nasce nel 1988 a Cariati. Metà calovetese e metà rossanese, consegue la laurea in Storia e Scienze Storiche all’Università della Calabria. Entra nel mondo del giornalismo nel 2010 seguendo la Rossanese e ha un sogno: scrivere della sua promozione in Serie C. Malgrado tutto, ci crede ancora. Ha scritto per Calabria Ora, Il Garantista, Cronache delle Calabrie, Inter-News, Il Gazzettino della Calabria e Il Meridione si è occupato anche di Cronaca e Attualità. Insegna Lettere negli istituti della provincia di Cosenza. Le sue passioni sono la lettura, la storia, la filosofia, il calcio, gli animali e l’Inter. Ha tre idoli: Sankara, Riquelme e Michael Jordan.