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CGIL medici chiede all'Asp chiarezza sull'utilizzo del personale per tutti i PPI

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Finalmente dal 1° aprile sono arrivati altri due medici presso il Punto di Primo Intervento (PPI) di Cariati rinforzandone l’organico fortemente carente e in difficoltà a sopportare il carico di lavoro attuale. La CGIL medici, che ha sostenuto questa lotta, rivendica di aver vinto questa volta su un comportamento discriminante e penalizzante nei confronti della struttura di cui sopra. L’ASP di Cosenza peraltro risulta inadempiente nell’applicazione della legge regionale di riordino della rete dell’emergenza/urgenza e nell’ottemperanza degli accordi in materia firmati con tutte le organizzazioni sindacali. Bisogna spiegare che con l’avvenuta riconversione degli ospedali i Pronto Soccorso hanno perso la funzione originaria che presuppone la presenza di specialisti (cardiologi, anestesisti, chirurghi etc.) e la possibilità di ricovero e intervento chirurgico. Hanno assunto invece la funzione di punti di primo soccorso territoriale dove trattare i casi di bassa complessità ed filtrare e stabilizzare i pazienti da inviare nell’ospedale di riferimento (spoke o hub). Coerentemente medici delle strutture oggetto di riconversione dovevano essere già stati spostati in quelle degli ospedali di riferimento e dovevano essere già stati sostituiti con i medici dell’emergenza/urgenza (quelli del 118). A quattro anni dall’inizio del Piano di rientro e a due dall’emanazione della legge regionale di riordino dell’emergenza/urgenza il quadro alla CGIL medici risulta disordinato e non sicuro sia per chi ci lavora che per chi ci ricorre per problemi di salute. Per questo motivo si chiede alla Direzione Generale di fare immediata chiarezza, sull’organizzazione funzionale e sull’utilizzo del personale, anche per gli altri Punti di Primo Intervento del territorio provinciale.
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

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