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Cariati, problemi nel passaggio sul Molinello

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È stato un regalo di cui non si sentiva proprio la necessità, quello della quasi chiusura al traffico del ponte sul torrente Molinello, in pieno centro abitato a Cariati. Come tutte le cose che riguardano la collettività, anche questa parte da un’esigenza giusta e profondamente sentita, quella della sicurezza e della salvaguardia dei cittadini, ma finisce per diventare insignificante e per alcuni versi anche beffarda. Il tutto nasce dall’esigenza di mettere in sicurezza quel ponte, più volte teatro di incidenti stradali, l’ultimo dei quali, solo per buona sorte, non ha registrato vittime. Il ponte in questione, infatti, presenta delle barriere protettive in tubolari, non in ottimo stato di conservazione, e dei marciapiedi che garantiscono poco l’incolumità dei pedoni. Bisogna dunque intervenire per rendere sicuro il ponte garantendo la circolazione veicolare e pedonale. Questo è l’incipit del problema che, arrivando sulle scrivanie dei vari uffici, dà luogo al balletto delle responsabilità e del lancio della palla nel campo avversario. Così il Comune si rivolge all’Anas e al Ministero delle Infrastrutture il quale, di rimbalzo sollecita lo stesso ente ad intervenire. Ma siamo già a fine esercizio finanziario e i fondi non ci sono. Bisogna intervenire col bilancio del prossimo anno e preparare un progetto che in tempi ristretti possa dare la giusta risposta, predisponendo gli adeguati interventi per l’importante struttura viaria. Fino a qui sembra tutto corretto, dal punto di vista burocratico, che è quello che sembra interessare di più, perché ognuno ha scaricato sull’altro la propria responsabilità. Nell’Italia dei disastri ambientali, quello della responsabilità di chi e come deve intervenire, sembra essere diventato il problema più importante; per questo motivo l’Anas, in un primo tempo senza nemmeno informare il Comune, posiziona delle barriere di plastica sui due lati della carreggiata e pone dei semafori alla regolazione del traffico. Il risultato è il caos nella circolazione veicolare e pedonale: impossibilità di circolare per le autoambulanze, ostruzione dell’intersezione per il centro storico di Terravecchia, ostruzione del collegamento con la parte sottostante la ferrovia, interminabili code di autoveicoli leggeri e pesanti. Ma di lavori neanche l’ombra, come pure di un qualche cartello che indichi che ci sono dei lavori in corso. Perché meravigliarsi: la Ss 106, alias E 90, dalle nostre parti, dovrebbe essere degradata a mulattiera, qual è, con le dovute scuse ai muli. E intanto, col nuovo anno, già arrivato, si aspetta questo progetto: ma verrà?
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

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