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Emergenza Crati, a Lattughelle la chiesa che resta aperta per riaccendere speranza

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CASSANO JONIO – Non per celebrare l’Eucaristia, ma per riaccendere una luce. A Lattughelle, una delle comunità agricole della Piana di Sibari tra le più colpite dall’esondazione del Crati insieme ai Laghi di Sibari e alle contrade Thurio, Ministalla e Foggia, domenica mattina la chiesa parrocchiale è rimasta aperta come segno di ripartenza. «Giovanni Paolo II definiva la parrocchia “casa di Dio in mezzo alle case degli uomini”» scrive don Pietro Groccia, parroco di quella chiesa: è da lì che, nel mezzo del fango e dello sgomento, la comunità ha voluto ricominciare.

A riaprire le porte della chiesa — in condizioni interne che non consentivano la celebrazione — sono stati il sindaco di Cassano Jonio Gianpaolo Iacobini, un gruppo di volontari, il parroco e «un nutrito gruppo di fedeli», con l’idea di “ripartire dai luoghi simbolo” per non lasciare che il diluvio inghiottisse anche la fiducia. Don Groccia interpreta quanto accaduto anche attraverso una chiave biblica: «La tragedia delle ultime ore interpretata con la categoria del diluvio contiene anche un messaggio di speranza: dall’arca è uscita una vita nuova». E richiama le parole di un vescovo calabrese, mons. Giuseppe Agostino, già presule alla guida della diocesi di Cassano e recentemente scomparso: «In tutto ciò che avviene è sempre Dio che viene».

Il sacerdote non nasconde la fatica: «L’emergenza non è finita, occorre essere chiari. La comunità con tante case vuote è ancora ingrigita dal fango polveroso che si sta asciugando pigramente». Ma proprio in quel fango, scrive, è emersa una comunità che non si è lasciata sola: «Non sono mancati i pianti di commozione nei volti della gente, non solo per quanto perso, ma specialmente per l’aiuto ricevuto dai cospicui volontari: vera “alluvione” di amore che ha cooperato ad alleviare la sofferenza di chi ha visto la propria casa invasa dall’acqua e dal fango».

Nel suo messaggio don Groccia allarga lo sguardo oltre l’immediato, parlando della necessità di ripensare il rapporto tra uomo e ambiente e di adottare «la categoria di ecologia integrale». E soprattutto mette in guardia da un rischio ricorrente: che l’onda emotiva dell’emergenza copra di nuovo i problemi strutturali. «Non bastano interventi emergenziali, pur necessari. Serve uno sguardo di proiezione lunga. Occorre incentivare un approccio ai problemi strutturali del territorio, non limitandosi alla sola gestione efficiente delle emergenze, sull’onda delle forti emozioni che dopo ogni disastro appassionano fatalmente l’opinione pubblica e le istituzioni».

I ringraziamenti, nel testo, sono molti e scandiscono la catena di prossimità di queste ore: la comunità di Lattughelle, il vescovo mons. Savino che «si è fatto pellegrino di speranza tra i luoghi della tragedia» attivando la Caritas diocesana, e un gesto simbolico già annunciato: l’avvio del cammino quaresimale con la celebrazione delle Ceneri, mercoledì, proprio da Lattughelle. Don Groccia ringrazia poi il sindaco Iacobini «che sta capitanando senza sosta da operaio le operazioni di soccorso» e la Regione Calabria, citando il presidente Occhiuto e l’assessore Gallo per la mobilitazione in corso.

Ma tra le righe c’è anche un appello netto. «Non è il tempo delle polemiche, ma dell’ascolto, del dialogo e delle responsabilità» scrive, e subito dopo invita le istituzioni «a mettere in sicurezza il territorio, perché quando piove il Crati fa ancora paura». Quello che è successo «è stato un fatto improvviso, ma anche un evento prevedibile» e per questo, conclude, «è la prevenzione oggi più che mai la cifra caratteristica delle future politiche di intervento per la riduzione dei rischi».

Il messaggio si chiude nel segno del silenzio e della contemplazione, con un rimando a Giobbe: davanti ai segreti della natura, “tace” e sceglie di non trasformare Dio in un interlocutore del conflitto. In una Lattughelle ancora segnata dall’acqua, quel silenzio diventa la cornice di una frase che don Groccia consegna alla sua comunità citando Giovanni Paolo II: «Finirà anche la notte più buia e sorgerà il sole».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.