12 minuti fa:Schiavonea: albero crolla all’incrocio e distrugge due auto
4 ore fa:"Per la rinascita di Longobucco" deposita un'interrogazione per la grave carenza del medico di base nelle frazioni
1 ora fa:Erogazione acqua a Co-Ro: la Città non ha pace... tra lavori urgenti e di igienizzazione
3 ore fa:Edilizia Residenziale Pubblica a Co-Ro, pubblicato l'avviso per la nuova graduatoria. «Tuteliamo il diritto all'abitare»
3 ore fa:Elisoccorso a Cariati, superata la verifica tecnica: avanti verso l’attivazione della piattaforma
2 ore fa:Nuova Aggregazione Funzionale Territoriale a Trebisacce, Graziano: «Passo concreto verso l'assistenza territoriale»
2 ore fa:Calcio femminile, la paludese Simion Maria Ioana convocata al Torneo Interregionale Magna Grecia
41 minuti fa:Cartelle TARI, SOGET chiarisce: «Nessuna corsa contro il tempo per i contribuenti»
4 ore fa:Allevatori in protesta per gli attacchi dei lupi alle mandrie. Cisl : «Gravi conseguenze economiche e sociali»
1 ora fa:Totem informativi per i trasporti, Noi Moderati replica a Scutellà (M5s): «Polemica ideologica»

Zes Calabria, ora bisogna mettere i soldi del Pnrr "rivisitato" su nuova Statale 106, Ferrovia jonica e banda ultralarga

2 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Il recente varo, da parte della Commissione Europea della Zes unica del Meridione, su proposta del governo italiano, eè un significativo passo in avanti verso l’effettiva operatività delle Zone economiche speciali per accogliere investimenti e "delocalizzazioni" e sarà certamente una buona opportunità per la Calabria, al pari delle altre regini del Sud, finalizzata a creare maggiori e migliori condizioni per lo sviluppo, nella logica europea della coesione e della sostenibilità. Ma tutto questo da solo non basta. Perché una cosa buona potrebbe rivelarsi - come spesso purtroppo è accaduto per le politiche del Meridione - uno spottone se poi non verranno messe in campo tutte le azioni collaterali necessarie a far decollare questo progetto. 

Per muovere le Zes ed il loro indotto ed i benefici fiscali che ne derivano non basta rendere questo strumento attrattiva di investimenti; c’è bisogno anche di infrastrutture fisiche (ferrovie e strade di ultimo miglio e oltre) per mettere in connessione le aree portuali ed aeroportuali interessate alla Zes, con la rete transeuropea dei trasporti (Tnt) e immateriali, con particolare riferimento alla Banda larga e Ultralarga.

Metà Calabria, quella orientale, jonica per intenderci, è tagliata quasi totalmente fuori dai grandi collegamenti. Fatta eccezione per "l'isola" dell'aeroporto Sant'Anna tutto il resto del versante est è totalmente isolato dal Paese e, in alcuni casi, dalla stessa regione. È sullo Jonio che occorrono gli investimenti primari, i famosi investimenti "convergenza" tanto cari all'Europa, al fine di mettere questo territorio e la sua economia nelle condizioni di muoversi e spostare merci sul territorio nazionale in termpi europei.

Su tutti serve, allora, che l'ammodernamento della Statale 106 e della Ferrovia jonica diventino la priorità delle priorità in Calabria.

A proposito, Civicrazia la coalizione di associazioni nazionali, impegnata per la strategia della Macroregione Mediterranea, ha scritto al Ministro per il Sud e dei rapporti con l'Europa, Raffele Fitto, che è anche responsabile delle politiche di coesione e del Pnrr, di individuare le risorse necessarie alla realizzazione delle infrastrutture di collegamento per le aree Zes nell’ambito della revisione del Pnrr, presto al vaglio dell’Europa. La Calabria, come anche le altre regioni del Sud, interessate alla Zes, hanno messo a punto  piani strategici sulla situazione delle opere infrastrutturali esistenti e di quelle nuove necessarie: si tratterebbe di aggiornarli, procedendo ad ogni necessario riequilibrio.

«La "messa a terra" dei progetti legati all’infrastrutturazione delle Zes – ha osservato il responsabile Civicrazia Calabria e Basilicata, Domenico Campana – significa dare a tutto il Sud, ed in modo particolare alla Calabria, la capacità di attrarre investimenti per generare occupazione e attenuare, in modo significativo, i “gap” esistenti del prodotto interno lordo. Occorre - ha aggiunto Campana – un’operazione di grande portata di coesione sistemica a vantaggio di tutto il territorio meridionale. Una tale operazione – ha concluso Campana – anticiperebbe la realizzazione, nelle Regioni del Sud, di alcune significative indicazioni della Strategia della Macroregione Mediterranea, in attesa del varo da parte dell’Unione Europea».

Insomma, si parta da qui, dalle opere essenziali e necessarie per avviare innanzitutto quella grande "operazione dignità" per la popolazione jonica calabrese così da avviare quella grande opera di rilancio economico e commerciale dell'intera regione. E per far questo serve solo che la politica ci credi.

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.