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«Più cultura per governare la tecnologia. Le scuole hanno allevato ragazzi isolati e dispersi nella loro solitudine»

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CALOVETO -  «La Scuola deve diventare, ormai, una fucina che plasmi e formi le nuove generazioni al senso dell’appartenenza e al valore delle radici ma che allo stesso tempo educhi a conoscere e vivere con consapevolezza tutto quanto sta al di fuori dei banchi all’interno delle aule».

È quanto dichiara il Sindaco Umberto Mazza che, nel primo giorno di ripresa delle attività scolastiche, lancia un messaggio forte facendo un elogio alla Svezia, tra le prime nazioni in Europa ad aver introdotto i computer come strumento didattico e oggi pronta a ritornare ad una forma più originale di istruzione fatta di esperienza, di carta e penna.

«In questi anni – sottolinea il Primo cittadino – le scuole hanno allevato ragazzi isolati e dispersi nella loro solitudine. Una cosiddetta Buona Scuola che ha solo alimentato l’analfabetismo funzionale e creato una pericolosa alienazione. Abbiamo un’intera generazione morta davanti ai cellulari che non sa più dove vive e quali sono i valori fondanti del suo glocal. Attraverso i social sono diventati cittadini del mondo ma se gli chiedi chi è il Santo Patrono della loro comunità o qual è la piazza principale del loro paese non lo sanno. E questo non può che aprire una visione paurosa sul futuro. C’è bisogno, dunque, che le Istituzioni si facciano carico di questo violento gap culturale e sociale che si è venuto a creare proprio con la spinta oltremisura dell’utilizzo delle nuove tecnologie e della rete».

«Serve di tutto un po’. Occorre – aggiunge Mazza -  saper formare sin dalle primarie affinché siano sempre e comunque l’uomo e la cultura a governare l’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale, da considerare strumenti e non obiettivi e serve soprattutto che i bambini conoscano, apprezzino, diventino orgogliosi delle proprie radici, della loro identità e solo una volta acquisita questa consapevolezza interagiscano con il mondo. Diversamente lasciamo alla società del futuro tante donne e uomini isolati su piccole barche alla deriva, senza un’ancora e – conclude il Sindaco - senza nemmeno il timone».

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.