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Caso Liceo Artistico, non solo la sede: è necessario rimodulare il servizio trasporti

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CORIGLIANO-ROSSANO – Da qualche giorno la questione relativa alle difficoltà organizzative e didattiche a danno del Liceo Artistico di Rossano, causate dalla mancanza di spazi adeguati allo svolgimento delle lezioni, sta preoccupando studenti, genitori (ne abbiamo parlato qui) e l’intero mondo della scuola territoriale.

Per questo motivo, il comitato dei genitori ha diffuso una lettera indirizzata alla presidente della Provincia Rosaria Sucurro, al sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, al preside del Polo Liceale di Rossano Franco Pistoia, all'assessore regionale ai Trasporti Emma Staine e all'assesore all'Istruzione Maria Francesca Gatto, in cui spiega che «l’urgenza di reperire nuovi spazi per le attività didattiche e soprattutto nuovi spazi laboratoriali deriva dalla semplice considerazione che i laboratori sono caratterizzanti del Liceo Artistico e solo attraverso la costante frequentazione di essi si possono raggiungere gli obiettivi didattici per gli studenti e le studentesse di un tale indirizzo. Solo attraverso adeguati, idonei e sufficienti spazi laboratoriali e didattici è possibile garantire il diritto allo studio dei professionisti del domani assicurando loro le condizioni migliori per esprimere e sviluppare il loro potenziale espressivo, così come garantito dalla Costituzione e dalla Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea».

Con l’inizio del nuovo anno scolastico, infatti, il problema è riemerso in tutta la sua complessità: classi divise tra il centro storico e lo scalo, mancanza di laboratori, spazi ridotti ma soprattutto enormi problemi di trasporto.

A farne le spese sono i ragazzi e loro famiglie, costretti ad affrontare i disagi di un sistema di trasporto inefficiente, «numerosi studenti e studentesse, minorenni – sottolineano i genitori -, restano molte volte impossibilitati a raggiungere il plesso scolastico per il mancato coordinamento degli orari delle navette e sono costretti a percorrere a piedi lunghi e pericolosi tratti di strada o sono costretti/e a lunghe infruttuose attese. Emerge pertanto anche in questo caso il grave problema della sicurezza della salute e dell’incolumità dei “nostri” figli».

«Molti genitori – spiegano - sono costretti ad accompagnare i propri ragazzi, per l’inadeguatezza dei servizi, assenza di collegamenti dai propri comuni di residenza a Rossano scalo (vedi S. Demetrio Corone, oppure Campana, oppure Longobucco, etc.) che il più delle volte non coincidono con gli orari delle navette per raggiungere il San Nilo, accollandosi le innumerevoli difficoltà che derivano dal percorrere più volte al giorno, in orario lavorativo il tratto di strada, peraltro poco sicuro e documentato negli anni dai numerosi incidenti».  

La soluzione più immediata e auspicata dai genitori sarebbe organizzare il trasferimento del triennio del Liceo Artistico presso i locali dell’Istituto Tecnico per Geometri, ma ciò snaturerebbe la vocazione e l’importanza di una collocazione strategica (in un’ottica artistica) che vorrebbe il Liceo nel centro storico.

Sicuramente, una tale convinzione e un tale desiderio non possono e non devono essere difesi a discapito della didattica, della sicurezza e della tranquillità degli studenti. Ciò che, però, ci auguriamo è che la soluzione miri ad assecondare due esigenze fondamentali: la collocazione nel centro storico (che rappresenterebbe comunque una risorsa importante e un valore innegabile per gli studenti anche nell'ottica di utilizzo dei locali dell'ex mattatoio) e l’efficientamento dei trasporti, che sono la chiave per la risoluzione del problema.

I genitori avvertono che non si fermeranno, «in caso di assenza di risposte positive – dichiarano in conclusione -, ci vedremo costretti a mettere in atto tutte le legittime iniziative in nostro diritto quali manifestazioni, coinvolgimento a tutti i livelli dei mezzi mediatici e di comunicazione, ricorsi alle autorità giudiziarie competenti non risparmiando un interpello presso la stessa Corte Europea di Giustizia che più volte si è espressa in merito perché crediamo fermamente che negare il diritto all’istruzione alle ragazze e ai ragazzi, estromettendoli dalla corretta vita scolastica, imponendo inaccettabili sacrifici per loro e per le loro famiglie, o peggio mettendoli in seria condizione di pericolo, sia una situazione intollerabile per una società civile».

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.