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Strage di Bologna, a Corigliano-Rossano una strada per ricordare Maria Avati Gurgo... forse!

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CORIGLIANO-ROSSANO – A Corigliano-Rossano una strada per ricordare Maria Avati Gurgo, la donna rossanese vittima della strage di Bologna. È più che una suggestione. L’Amministrazione Stasi, infatti, starebbe vagliando l’idea di inserire nel quadro della toponomastica cittadina anche l’intitolazione di una via alla signora che quel 2 agosto 1980 si trovava in una delle sale della stazione ferroviaria del capoluogo emiliano, quando una bomba piazzata dai Nuclei armati rivoluzionari (Nar) fece esplodere un’area della struttura provocando 85 vittime. Tra queste proprio donna Maria Avati Gurgo.

Una vicenda della storia italiana condita di depistaggi, complotti e tantissimi misteri ancora oggi irrisolti che quella signora venuta dal profondo sud e in viaggio verso i suoi figli, ignara, si è trovata a vivere e a pagare con la sua vita. Di Maria, però, col passare degli anni, la collettività rossanese perse quasi totalmente memoria.

Fu l’Eco dello Jonio esattamente un anno fa a rispolverare quella storia triste, con un racconto struggente e commovente della figlia della signora Maria, Giuditta Gurgo, sopravvissuta alla Strage di Bologna. E fu proprio in quella occasione che lanciammo la proposta all’esecutivo civico di dedicare un luogo simbolo della grande città di Corigliano-Rossano ad una delle sue figlie che, seppur inconsapevolmente e sicuramente non consenziente, si è trovata ad essere vittima dei nemici dello Stato.

Un appello che pare non abbia lasciato insensibili le alte sfere del palazzo di Città che oggi, a distanza di un anno, hanno scritto quel nome in un elenco, probabilmente lunghissimo, di cittadini e personalità illustri meritevoli di essere ricordate. A dire il vero non crediamo che la scelta di intitolare una via a Maria Avati Gurgo abbia bisogno di un percorso di discernimento lunghissimo. Per lei parla la storia personale di una mamma, una moglie, di una donna dall’animo nobile e di spirito gentile, che perse la vita nel suo personale éxodos - che accomuna tantissime persone del sud - per andare a trovare i figli residenti al nord.   

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.